domenica 15 febbraio 2026

Aperta la call per The School of Narrative Dance di Marinella Senatore per L’Aquila 2026

È aperta la open call indirizzata a singoli cittadini di ogni età, associazioni, gruppi e comunità eterogenee per partecipare a SOND The School of Narrative Dance, il progetto ideato dall’artista Marinella Senatore, finanziato dal Comune dell’Aquila nell’ambito del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 e presentato dalla Fondazione MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

The School of Narrative Dance è un progetto artistico partecipativo, che arriva all’Aquila dopo essere stato sperimentato già in altri Paesi, per creare insieme lavorando attraverso il movimento, la musica, la voce e la presenza. Il progetto culminerà, domenica 7 giugno, in una grande parata collettiva che attraverserà le strade della città: non una performance convenzionale, ma un rituale aperto e inclusivo, che prende forma a partire dai partecipanti stessi.

L’appuntamento sarà organizzato nel corso di alcuni incontri guidati, basati sull’ascolto reciproco, sulla consapevolezza del gruppo e sulla costruzione di una presenza condivisa che si terranno nei prossimi mesi, da marzo a maggio, presso il MAXXI L’Aquila. La partecipazione non richiede l’apprendimento di nuove abilità, né la preparazione di coreografie o repertori specifici.

Durante il percorso, tutte le arti, tutti i corpi e tutte le esperienze si troveranno a convivere in uno spazio comune e la performance finale sarà, nelle intenzioni di Marinella Senatore “un’esperienza fisica e sociale, un atto di incontro e di appartenenza”. Il progetto ha infatti l’obiettivo di connettere la comunità che si riconosce proprio nella pluralità e nella diversità dei suoi partecipanti.

Per partecipare, è necessario rispondere alla open call entro il 10 marzo alle 12 scrivendo all’indirizzo maxxilaquila@fondazionemaxxi.it. - MAXXI L'Aquila

domenica 1 febbraio 2026

#inCampania | La Valle dei Mulini - Riserva statale Valle delle Ferriere

l sentiero parte dal borgo di Pontone. Da Piazza San Giovanni si dirige subito a nord-ovest in leggera salita e, attraversando graziosi vicoli, prosegue in discesa tra muri di cinta che delimitano orti e vigneti. Di tanto in tanto una porticina socchiusa consente di gettare lo sguardo negli agrumeti, protetti dai caratteristici pergolati realizzati con lunghe pertiche di castagno. Gli orti terrazzati occupano ogni spazio strappato alla pendenza del versante. Alla fine del tratto pavimentato ci si immette sul sentiero CAI n. 23 (proveniente da Chiorito, frazione di Amalfi). L’affaccio sulla sinistra regala una magnifica vista sulla valle e su Amalfi. Sul versante opposto, in alto, si intravedono le case di Pogerola. Più a monte la valle è chiusa tra alte pareti calcaree, traforate da grotte e anfratti. Sullo stesso versante si scorge un tubo che scende dalla montagna, nascosto dalla vegetazione: è la condotta forzata di una vecchia centrale elettrica. Si giunge poi a una biforcazione: il sentiero di destra risale verso la parte alta della valle, mentre quello a sinistra raggiunge la ferriera dopo essere passato su un ponticello. L’edificio, ormai ridotto a rudere, è enorme e sormonta la valle con un ampio arco sotto il quale il torrente si getta in una cascata.

È proprio l’acqua l’elemento predominante nella valle: in passato veniva utilizzata per muovere i macchinari della ferriera (e delle cartiere di Amalfi). L’acqua veniva convogliata all’impianto mediante un canale, ancora ben visibile, che nell’ultima parte corre su un breve viadotto. In questo punto il sentiero svolta a gomito e si dirige verso valle.
Passando invece sotto il ponte della condotta ci si incammina sulla sponda sinistra del torrente, per poi passare (dopo 5 minuti) dall’altra parte, servendosi di un rudimentale ponte (tronco). Un breve itinerario in salita consente di guadagnare circa 50 metri di quota, per poi seguire un’altra condotta (quella della centrale elettrica) fino a due chiuse che preludono alla recinzione della Riserva Naturale Statale Valle delle Ferriere.
Qui il torrente riceve diversi affluenti che formano cascate di diverse altezze, nebulizzando l’acqua: l’ambiente è umido e freschissimo anche in piena estate. All’interno della riserva si possono osservare una bella cascata e molti esemplari della felce endemica Woodwardia radicans.
Si fa poi ritorno per la stessa strada alla ferriera, e da qui si imbocca il sentiero CAI n. 25 che, tutto in discesa e sempre in ombra, conduce ad Amalfi in circa 45 minuti. Lungo la discesa, costeggiando il torrente che forma numerose rapide e piccole cascate, si passa accanto ai ruderi di vecchie cartiere, che hanno reso celebre la carta di Amalfi. Poco più avanti il torrente si inforra e scorre circa 20 metri più in basso rispetto al sentiero. Segue un tratto pietroso, poi inizia la strada lastricata che, tra muretti e agrumeti a perdita d’occhio, annuncia le porte di Amalfi.
Al centro della cittadina, oltre al duomo e al chiostro del Paradiso, si può visitare una vecchia cartiera recentemente restaurata www.parcoregionaledeimontilattari.it
La riserva Valle delle Ferriere è un'area naturale protetta situata nel comune di Scala, in provincia di Salerno. Il suo nome deriva dalla presenza delle antiche ferriere della Repubblica Amalfitana, le quali erano attive soprattutto nella produzione di chiodi per le imbarcazioni.

La riserva è di grande interesse da un punto di vista botanico e fitogeografico, dato che conserva al suo interno numerosi esemplari di Woodwardia radicans, una felce arborea risalente al Cenozoico.
La Riserva occupa una profonda vallata situata nel versante amalfitano della Penisola Sorrentina; quest'ultima è costituita prevalentemente da calcari cretacei che poggiano su dolomie del Trias superiore. Localmente sono presenti spessi depositi piroclastici provenienti dal complesso Somma-Vesuvio. Il carsismo dell'area determina la presenza di numerose sorgenti che alimentano un corso d'acqua a carattere permanente sul fondo del vallone.

Ci sono diversi accessi per visitare la Valle, uno dei quali è da San Lazzaro, Agerola. Arrivati a San Lazzaro, seguire l'indicazione Monte Murillo. Si imbocca una stradina in salita e molto ripida. Ad un certo punto la stradina termina e si prosegue a piedi seguendo le indicazioni per il sentiero. Per raggiungere quest'ultimo è necessario percorrere una scalinata e poi un sentiero boschivo che conduce al percorso vero e proprio, che dura circa due ore e trenta. Altre vie di accesso sono da Amalfi e Pogerola. Il punto di partenza può anche essere la piazzetta di Pontone, piccolo borgo arroccato sulla Costiera amalfitana, adagiato su terrazzi ricchi di limoneti tipici della zona. Il percorso è un alternarsi di piccole salite e discese dove oltre ad ammirare il panorama si possono sentire i profumi tipici della costiera amalfitana. Arrivati alla metà del percorso si possono ammirare le antiche ferriere. L'ultimo tratto dell'itinerario è un po' più difficoltoso, in quanto ci sono gradini ripidi, scavati nella roccia che però possono essere percorsi in sicurezza.

Fauna
I corsi d'acqua ospitano fauna acquatica molto interessante costituita da numerose specie di insetti, in particolare Efemerotteri e anche da vertebrati tra i quali spicca la presenza della salamandrina dagli occhiali, un endemismo italiano, oltre che la salamandra pezzata ed il rospo comune. Nelle zone boscose ed in quelle di macchia o delle rupi si ritrovano il falco pellegrino, varie specie di uccelli passeriformi nidificanti e migratori: il picchio rosso maggiore e, tra i rettili, il saettone, la vipera ed il ramarro.
Flora
La complessa geomorfologia del territorio, unitamente alle variazioni microclimatiche, determina un tipico esempio di "inversione della vegetazione"; infatti, mentre sul fondo del vallone è presente un bosco misto mesofilo, le pareti sovrastanti ospitano formazioni vegetali mediterranee (gariga, macchia). Di notevole interesse fitogeografico sono: la felce bulbifera (Woodwardia radicans), Pteris cretica, Pteris vittata, la carnivora Pinguicola hirtiflora, la parnassia, l'arisaro codato (Arisarum proboscideum), Carex grioletii. it.wikipedia.org

domenica 18 gennaio 2026

𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐚𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐟𝐢𝐝𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐠𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Tutto pronto per il primo atto ufficiale di un cammino ambizioso e identitario: la presentazione della candidatura di Gaeta quale Capitale Italiana del Mare 2026. L’appuntamento è fissato per lunedì 19 gennaio alle ore 11 nella solenne cornice del Castello Angioino, simbolo della città proteso sul mare e sede dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.



L’iniziativa Capitale Italiana del Mare 2026, promossa dal Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare in collaborazione con il MEF, mira a porre al centro dell’agenda nazionale la tutela dell’ambiente marino e lo sviluppo della Blue Economy. Gaeta risponde a questa chiamata con un progetto corale.

Quella di Gaeta non è una candidatura isolata, ma l'espressione di una forza territoriale senza precedenti. La governance vede infatti schierati, accanto al Comune di Gaeta, la Camera di Commercio Frosinone-Latina e l’Università di Cassino. Aderiscono la Regione Lazio, le Province di Latina e Caserta, le Città Metropolitane di Napoli e Roma e ben 19 Comuni tra Lazio e Campania(Tarquinia, Civitavecchia, Latina, S. Felice Circeo, Sabaudia, Fondi, Itri, Formia, Ponza, Minturno, Mondragone, Castelvolturno, Cellole, Sessa Aurunca, Bacoli, Giugliano in Campania, Procida, Monte di Procida, Pozzuoli oltre al sostegno di Catania) e una rete imponente che coinvolge oltre 80 partner tra enti pubblici, associazioni, istituti scolastici e stakeholder privati.

Il dossier di candidatura, dal titolo evocativo “Oltre l’orizzonte, nelle radici dell’Essere!”, non è quindi solo un documento tecnico, ma il manifesto di una macroarea che abbraccia il Tirreno dal Golfo di Napoli fino ai confini della Toscana.

Novità dell’ultim’ ora l’adesione della Città Metropolitana di Roma. “Gaeta rappresenta un esempio emblematico di città profondamente legata al mare, non solo sotto il profilo geografico ed economico, ma anche per la sua plurisecolare cultura marinara, che ha saputo intrecciare storia, tradizioni, identità e sviluppo del territorio.- scrive il sindaco Gualtieri nella lettera di adesione - Il mare ha costituito nei secoli un elemento fondativo della comunità gaetana, modellandone il tessuto sociale, le attività produttive, il patrimonio culturale e il rapporto quotidiano tra cittadini e ambiente.”

“La candidatura di Gaeta – prosegue Gualtieri - assume un valore particolarmente significativo anche in relazione al ruolo del mare quale risorsa strategica da preservare, tutelare e valorizzare in un’ottica di sostenibilità ambientale, innovazione e responsabilità intergenerazionale. In un contesto storico caratterizzato da profonde sfide ambientali e climatiche, Gaeta si propone come laboratorio virtuoso di buone pratiche, capace di coniugare tutela degli ecosistemi marini, sviluppo economico sostenibile e promozione culturale.”

“Ringrazio il sindaco Gualtieri – afferma il primo cittadino di Gaeta Cristian Leccese - Candidare Gaeta a Capitale Italiana del Mare 2026 è una scelta che nasce dal cuore e da una visione profonda del nostro futuro. Abbiamo lavorato incessantemente per costruire un progetto che non fosse una semplice formalità, ma un atto di amore e passione verso le nostre radici e il nostro mare. Non cerchiamo solo un titolo, ma vogliamo onorare millenni di storia marittima proiettandoli verso l'innovazione e la sostenibilità.”

Una emozione in più: direttamente dal Castello Angioino verrà inviata al Ministero la Pec di partecipazione comprensiva di documentazione.

La sfida per il 2026 è aperta: Gaeta è pronta a navigare verso l'orizzonte - Città di Gaeta 

giovedì 15 gennaio 2026

L'Aquila 2026

Cosa rimarrà dopo Capitale italiana della Cultura?
Opere concrete, come il nuovo volto del terminal bus “Lorenzo Natali”, dove oggi prendono ufficialmente il via i lavori di riqualificazione.
Negli ultimi mesi abbiamo già riorganizzato gli spazi, migliorato l’aspetto interno ed esterno, installato la videosorveglianza e rafforzato i presidi di sicurezza.
Con questo intervento lavoriamo invece sulla parte estetica e funzionale: riqualificazione esterna e sistemazione del tunnel, perché il terminal sia un vero biglietto da visita per chi arriva in città.
A completare il progetto, la riattivazione del tapis roulant e il collegamento meccanizzato fino a viale Rendina, in fase di ultimazione da parte del Consiglio regionale. Interventi che renderanno il terminal un hub strategico della mobilità cittadina. Pierluigi Biondi Sindaco dell'Aquila
Vi sveliamo il programma che darà inizio all’anno dell'Aquila Capitale italiana della Cultura il 17 gennaio: IL GRANDE INIZIO, una giornata che accenderà il cuore della città.

Alle ore 11, presso l’auditorium della scuola della Guardia di Finanza, la cerimonia istituzionale di inaugurazione alla presenza del presidente della Repubblica, con gli interventi del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Un momento che legherà istituzioni, storia e identità del territorio, trasmesso in diretta su Rai 3, dalle ore 10:45.
Alla sera, le piazze del centro storico vedranno alternarsi spettacoli di artisti di strada e animazioni, per un avvio all’insegna della partecipazione e del senso di comunità.
  • Alle 17:30, con replica alle 21:15, la Fontana Luminosa diventerà lo scenario dello spettacolo di droni “Sotto un unico cielo”. I cieli della città si vestono di un dipinto di luce che dialoga con il patrimonio artistico della città, raccontandone per immagini storia, cultura, tradizione e capacità innovatrice.
  • Alle 17:45, “Il viaggio della luce” guidata da DUNDU, una grande marionetta di luce che attraverserà il centro della città in un percorso luminoso che guiderà il pubblico dalla Fontana Luminosa a piazza Duomo.
  • Alle 18:15, in piazza Duomo, si terrà lo spettacolo “La città celestiale“ a omaggiare lo spirito del capoluogo abruzzese. A seguire, i saluti istituzionali che culmineranno alle 19.00 con la spettacolare accensione dell'Installazione “Il faro 99”, una mastodontica opera di luce visibile da decine di chilometri di distanza.
  • Dalle 19:45 le vie e le piazze del centro storico si animeranno con concerti e dj set fino alle 21:30, quando avrà inizio il secondo spettacolo di droni “Sotto un unico cielo”, sempre alla Fontana Luminosa.
Una giornata indimenticabile per inaugurare un anno di cultura, luce e comunità L'Aquila 2026

Aperta la call per The School of Narrative Dance di Marinella Senatore per L’Aquila 2026

È aperta la open call indirizzata a singoli cittadini di ogni età, associazioni, gruppi e comunità eterogenee per partecipare a SOND The Sch...