domenica 1 febbraio 2026

#inCampania | La Valle dei Mulini - Riserva statale Valle delle Ferriere

l sentiero parte dal borgo di Pontone. Da Piazza San Giovanni si dirige subito a nord-ovest in leggera salita e, attraversando graziosi vicoli, prosegue in discesa tra muri di cinta che delimitano orti e vigneti. Di tanto in tanto una porticina socchiusa consente di gettare lo sguardo negli agrumeti, protetti dai caratteristici pergolati realizzati con lunghe pertiche di castagno. Gli orti terrazzati occupano ogni spazio strappato alla pendenza del versante. Alla fine del tratto pavimentato ci si immette sul sentiero CAI n. 23 (proveniente da Chiorito, frazione di Amalfi). L’affaccio sulla sinistra regala una magnifica vista sulla valle e su Amalfi. Sul versante opposto, in alto, si intravedono le case di Pogerola. Più a monte la valle è chiusa tra alte pareti calcaree, traforate da grotte e anfratti. Sullo stesso versante si scorge un tubo che scende dalla montagna, nascosto dalla vegetazione: è la condotta forzata di una vecchia centrale elettrica. Si giunge poi a una biforcazione: il sentiero di destra risale verso la parte alta della valle, mentre quello a sinistra raggiunge la ferriera dopo essere passato su un ponticello. L’edificio, ormai ridotto a rudere, è enorme e sormonta la valle con un ampio arco sotto il quale il torrente si getta in una cascata.

È proprio l’acqua l’elemento predominante nella valle: in passato veniva utilizzata per muovere i macchinari della ferriera (e delle cartiere di Amalfi). L’acqua veniva convogliata all’impianto mediante un canale, ancora ben visibile, che nell’ultima parte corre su un breve viadotto. In questo punto il sentiero svolta a gomito e si dirige verso valle.
Passando invece sotto il ponte della condotta ci si incammina sulla sponda sinistra del torrente, per poi passare (dopo 5 minuti) dall’altra parte, servendosi di un rudimentale ponte (tronco). Un breve itinerario in salita consente di guadagnare circa 50 metri di quota, per poi seguire un’altra condotta (quella della centrale elettrica) fino a due chiuse che preludono alla recinzione della Riserva Naturale Statale Valle delle Ferriere.
Qui il torrente riceve diversi affluenti che formano cascate di diverse altezze, nebulizzando l’acqua: l’ambiente è umido e freschissimo anche in piena estate. All’interno della riserva si possono osservare una bella cascata e molti esemplari della felce endemica Woodwardia radicans.
Si fa poi ritorno per la stessa strada alla ferriera, e da qui si imbocca il sentiero CAI n. 25 che, tutto in discesa e sempre in ombra, conduce ad Amalfi in circa 45 minuti. Lungo la discesa, costeggiando il torrente che forma numerose rapide e piccole cascate, si passa accanto ai ruderi di vecchie cartiere, che hanno reso celebre la carta di Amalfi. Poco più avanti il torrente si inforra e scorre circa 20 metri più in basso rispetto al sentiero. Segue un tratto pietroso, poi inizia la strada lastricata che, tra muretti e agrumeti a perdita d’occhio, annuncia le porte di Amalfi.
Al centro della cittadina, oltre al duomo e al chiostro del Paradiso, si può visitare una vecchia cartiera recentemente restaurata www.parcoregionaledeimontilattari.it
La riserva Valle delle Ferriere è un'area naturale protetta situata nel comune di Scala, in provincia di Salerno. Il suo nome deriva dalla presenza delle antiche ferriere della Repubblica Amalfitana, le quali erano attive soprattutto nella produzione di chiodi per le imbarcazioni.

La riserva è di grande interesse da un punto di vista botanico e fitogeografico, dato che conserva al suo interno numerosi esemplari di Woodwardia radicans, una felce arborea risalente al Cenozoico.
La Riserva occupa una profonda vallata situata nel versante amalfitano della Penisola Sorrentina; quest'ultima è costituita prevalentemente da calcari cretacei che poggiano su dolomie del Trias superiore. Localmente sono presenti spessi depositi piroclastici provenienti dal complesso Somma-Vesuvio. Il carsismo dell'area determina la presenza di numerose sorgenti che alimentano un corso d'acqua a carattere permanente sul fondo del vallone.

Ci sono diversi accessi per visitare la Valle, uno dei quali è da San Lazzaro, Agerola. Arrivati a San Lazzaro, seguire l'indicazione Monte Murillo. Si imbocca una stradina in salita e molto ripida. Ad un certo punto la stradina termina e si prosegue a piedi seguendo le indicazioni per il sentiero. Per raggiungere quest'ultimo è necessario percorrere una scalinata e poi un sentiero boschivo che conduce al percorso vero e proprio, che dura circa due ore e trenta. Altre vie di accesso sono da Amalfi e Pogerola. Il punto di partenza può anche essere la piazzetta di Pontone, piccolo borgo arroccato sulla Costiera amalfitana, adagiato su terrazzi ricchi di limoneti tipici della zona. Il percorso è un alternarsi di piccole salite e discese dove oltre ad ammirare il panorama si possono sentire i profumi tipici della costiera amalfitana. Arrivati alla metà del percorso si possono ammirare le antiche ferriere. L'ultimo tratto dell'itinerario è un po' più difficoltoso, in quanto ci sono gradini ripidi, scavati nella roccia che però possono essere percorsi in sicurezza.

Fauna
I corsi d'acqua ospitano fauna acquatica molto interessante costituita da numerose specie di insetti, in particolare Efemerotteri e anche da vertebrati tra i quali spicca la presenza della salamandrina dagli occhiali, un endemismo italiano, oltre che la salamandra pezzata ed il rospo comune. Nelle zone boscose ed in quelle di macchia o delle rupi si ritrovano il falco pellegrino, varie specie di uccelli passeriformi nidificanti e migratori: il picchio rosso maggiore e, tra i rettili, il saettone, la vipera ed il ramarro.
Flora
La complessa geomorfologia del territorio, unitamente alle variazioni microclimatiche, determina un tipico esempio di "inversione della vegetazione"; infatti, mentre sul fondo del vallone è presente un bosco misto mesofilo, le pareti sovrastanti ospitano formazioni vegetali mediterranee (gariga, macchia). Di notevole interesse fitogeografico sono: la felce bulbifera (Woodwardia radicans), Pteris cretica, Pteris vittata, la carnivora Pinguicola hirtiflora, la parnassia, l'arisaro codato (Arisarum proboscideum), Carex grioletii. it.wikipedia.org

domenica 18 gennaio 2026

𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐚𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐟𝐢𝐝𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐠𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Tutto pronto per il primo atto ufficiale di un cammino ambizioso e identitario: la presentazione della candidatura di Gaeta quale Capitale Italiana del Mare 2026. L’appuntamento è fissato per lunedì 19 gennaio alle ore 11 nella solenne cornice del Castello Angioino, simbolo della città proteso sul mare e sede dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.



L’iniziativa Capitale Italiana del Mare 2026, promossa dal Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare in collaborazione con il MEF, mira a porre al centro dell’agenda nazionale la tutela dell’ambiente marino e lo sviluppo della Blue Economy. Gaeta risponde a questa chiamata con un progetto corale.

Quella di Gaeta non è una candidatura isolata, ma l'espressione di una forza territoriale senza precedenti. La governance vede infatti schierati, accanto al Comune di Gaeta, la Camera di Commercio Frosinone-Latina e l’Università di Cassino. Aderiscono la Regione Lazio, le Province di Latina e Caserta, le Città Metropolitane di Napoli e Roma e ben 19 Comuni tra Lazio e Campania(Tarquinia, Civitavecchia, Latina, S. Felice Circeo, Sabaudia, Fondi, Itri, Formia, Ponza, Minturno, Mondragone, Castelvolturno, Cellole, Sessa Aurunca, Bacoli, Giugliano in Campania, Procida, Monte di Procida, Pozzuoli oltre al sostegno di Catania) e una rete imponente che coinvolge oltre 80 partner tra enti pubblici, associazioni, istituti scolastici e stakeholder privati.

Il dossier di candidatura, dal titolo evocativo “Oltre l’orizzonte, nelle radici dell’Essere!”, non è quindi solo un documento tecnico, ma il manifesto di una macroarea che abbraccia il Tirreno dal Golfo di Napoli fino ai confini della Toscana.

Novità dell’ultim’ ora l’adesione della Città Metropolitana di Roma. “Gaeta rappresenta un esempio emblematico di città profondamente legata al mare, non solo sotto il profilo geografico ed economico, ma anche per la sua plurisecolare cultura marinara, che ha saputo intrecciare storia, tradizioni, identità e sviluppo del territorio.- scrive il sindaco Gualtieri nella lettera di adesione - Il mare ha costituito nei secoli un elemento fondativo della comunità gaetana, modellandone il tessuto sociale, le attività produttive, il patrimonio culturale e il rapporto quotidiano tra cittadini e ambiente.”

“La candidatura di Gaeta – prosegue Gualtieri - assume un valore particolarmente significativo anche in relazione al ruolo del mare quale risorsa strategica da preservare, tutelare e valorizzare in un’ottica di sostenibilità ambientale, innovazione e responsabilità intergenerazionale. In un contesto storico caratterizzato da profonde sfide ambientali e climatiche, Gaeta si propone come laboratorio virtuoso di buone pratiche, capace di coniugare tutela degli ecosistemi marini, sviluppo economico sostenibile e promozione culturale.”

“Ringrazio il sindaco Gualtieri – afferma il primo cittadino di Gaeta Cristian Leccese - Candidare Gaeta a Capitale Italiana del Mare 2026 è una scelta che nasce dal cuore e da una visione profonda del nostro futuro. Abbiamo lavorato incessantemente per costruire un progetto che non fosse una semplice formalità, ma un atto di amore e passione verso le nostre radici e il nostro mare. Non cerchiamo solo un titolo, ma vogliamo onorare millenni di storia marittima proiettandoli verso l'innovazione e la sostenibilità.”

Una emozione in più: direttamente dal Castello Angioino verrà inviata al Ministero la Pec di partecipazione comprensiva di documentazione.

La sfida per il 2026 è aperta: Gaeta è pronta a navigare verso l'orizzonte - Città di Gaeta 

giovedì 15 gennaio 2026

L'Aquila 2026

Vi sveliamo il programma che darà inizio all’anno dell'Aquila Capitale italiana della Cultura il 17 gennaio: IL GRANDE INIZIO, una giornata che accenderà il cuore della città.

Alle ore 11, presso l’auditorium della scuola della Guardia di Finanza, la cerimonia istituzionale di inaugurazione alla presenza del presidente della Repubblica, con gli interventi del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Un momento che legherà istituzioni, storia e identità del territorio, trasmesso in diretta su Rai 3, dalle ore 10:45.
Alla sera, le piazze del centro storico vedranno alternarsi spettacoli di artisti di strada e animazioni, per un avvio all’insegna della partecipazione e del senso di comunità.
  • Alle 17:30, con replica alle 21:15, la Fontana Luminosa diventerà lo scenario dello spettacolo di droni “Sotto un unico cielo”. I cieli della città si vestono di un dipinto di luce che dialoga con il patrimonio artistico della città, raccontandone per immagini storia, cultura, tradizione e capacità innovatrice.
  • Alle 17:45, “Il viaggio della luce” guidata da DUNDU, una grande marionetta di luce che attraverserà il centro della città in un percorso luminoso che guiderà il pubblico dalla Fontana Luminosa a piazza Duomo.
  • Alle 18:15, in piazza Duomo, si terrà lo spettacolo “La città celestiale“ a omaggiare lo spirito del capoluogo abruzzese. A seguire, i saluti istituzionali che culmineranno alle 19.00 con la spettacolare accensione dell'Installazione “Il faro 99”, una mastodontica opera di luce visibile da decine di chilometri di distanza.
  • Dalle 19:45 le vie e le piazze del centro storico si animeranno con concerti e dj set fino alle 21:30, quando avrà inizio il secondo spettacolo di droni “Sotto un unico cielo”, sempre alla Fontana Luminosa.
Una giornata indimenticabile per inaugurare un anno di cultura, luce e comunità L'Aquila 2026

domenica 21 dicembre 2025

Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise | L'orsa Nina torna in Natura

Nei giorni scorsi, il personale del Servizio Scientifico e Veterinario del Parco, insieme al Servizio di Sorveglianza, ha curato un momento delicato e importante: il ritorno in Natura dell'orsa Nina.

Prima del rilascio, Nina era stata sottoposta a un'attenta visita sanitaria, come previsto dalle "Linee guida per il rilascio in natura di cuccioli di orso bruno marsicano", a garanzia della sua salute e delle migliori possibilità di adattamento in ambiente naturale.

Già da alcune settimane si era provveduto a ridurre l'alimentazione dell'orsetta e Nina trascorreva sempre più tempo in tana, segnali evidenti di un metabolismo in rallentamento e dell'avvicinarsi dell'ibernazione. Per questo, anche alla luce di numerose variabili — spesso complesse e non sempre prevedibili, come le condizioni climatiche e le caratteristiche dei siti di rilascio — si è ritenuto che fosse il momento giusto per il suo ritorno in libertà.

I siti di rilascio sono stati individuati sulla base di criteri oggettivi e accurati: nel cuore del Parco, la presenza di potenziali aree di svernamento, una bassa densità umana, e non ultimo per importanza, la distanza dai centri abitati e dalle attività antropiche.

Secondo gli esperti, la scelta del momento e del luogo del rilascio dipendeva soprattutto dal peso e dal comportamento dell'orsetta. Da questo punto di vista, Nina ha raggiunto un traguardo importante: con i suoi 38 kg, le condizioni per affrontare l'inverno sono state ritenute adeguate.

L'operazione di rilascio si è svolta con la massima cura e riservatezza, per imprescindibili motivi di sicurezza. La stessa discrezione accompagnerà ora il monitoraggio di Nina, che è stata dotata di un radiocollare GSM.

Il Direttore del Parco, che ha seguito direttamente tutte le fasi dell'operazione, ha voluto ringraziare i tecnici per il lavoro svolto nella crescita e nella cura dell'orsetta, così come per l'intervento di rilascio, realizzato con successo anche grazie al supporto del Servizio di Sorveglianza.

«Ora inizia la parte più delicata — ha aggiunto — monitorarla a distanza e sperare con tutte le forze che Nina riesca a vivere libera, nel suo ambiente naturale e a contribuire alla sopravvivenza della sua specie».

Statisticamente non tutti i rilasci hanno esito positivo, come dimostrano le decine di casi in giro per l'Europa e il Nordamerica. Ma nella consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per sostenere Nina nel suo percorso di crescita, l'augurio è che la sua storia possa continuare, libera in Natura. Foto: Umberto Esposito - Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise

domenica 14 dicembre 2025

Giochi del Mediterraneo - “Taranto 2026”

Il Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, in collaborazione con il Comitato Organizzatore “Taranto 2026”, ha definito le date della XX edizione che si disputerà in Puglia. La Cerimonia di Apertura si terrà il 21 agosto 2026, mentre la Cerimonia di Chiusura è prevista per il 3 settembre. Il cambiamento delle date dei Giochi è stato motivato principalmente da fattori climatici e dalle condizioni meteorologiche esistenti in estate in questa regione. Sulla base di precisi calcoli scientifici e ricerche, il periodo scelto si è rivelato il migliore per garantire le migliori condizioni ai migliori atleti dell’area mediterranea. Inoltre, grazie a questo cambiamento, i Giochi del Mediterraneo non coincideranno con altri grandi eventi sportivi internazionali, in particolare i Mondiali di calcio FIFA 2026, garantendo la partecipazione di atleti di alto livello. Infine, l'emittente ufficiale dei Giochi, l'EBU, avrà l'opportunità di realizzare una produzione televisiva quotidiana di alta qualità, aumentando le ore di trasmissione in diretta al fine di garantire un maggiore pubblico televisivo e una visibilità internazionale dei Giochi. Le date scelte sono una delle due opzioni proposte al Comitato Organizzatore durante la riunione del Comitato Esecutivo di dicembre 2023 a Tirana ed erano state precedentemente approvate nella relazione della Commissione di Coordinamento. (agc)

giovedì 11 dicembre 2025

Pescasseroli | PULSEE WINTER LIGHTS - Luminarie d’artista

Pescasseroli si prepara a brillare con la seconda edizione di PULSEE WINTER LIGHTS, un evento che unisce arte contemporanea, paesaggio e sostenibilità! Sabato 13 dicembre 2025, alle ore 18, in via Valle Cicala, daremo il via a questo straordinario percorso artistico luminoso, realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Pescasseroli, il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, ARTEPARCO e la compagnia energetica PULEE LUCE E GAS main sponsor
 

🎨 Quest’anno siamo entusiasti di presentare l’opera del artista abruzzese Matteo Fato, che svelerà la sua installazione site-specific intitolata “Il paesaggio non chiude mai gli occhi”. Questa creazione riflette sulla profonda relazione tra l'essere umano e l'ambiente naturale, invitando tutti noi a considerare l'importanza di custodire il nostro patrimonio naturale.

💡 Al centro dell’installazione, una frase in neon, “LA NATURA CHIEDE ALLA PITTURA DI NON DIMENTICARLA”, racchiude la poetica e l’intento dell'artista, rendendo omaggio alla bellezza unica del paesaggio. L'installazione include anche tre suggestive immagini luminose che evocano simboli di connessione con la natura, invitando il pubblico a riflettere sulla complessità del nostro rapporto con l’ambiente.

🌍 La sostenibilità è un valore fondamentale di questo progetto: le luminarie sono alimentate da energia certificata 100% rinnovabile, e le emissioni di CO₂ saranno compensate attraverso Garanzie d’Origine. Un passo importante verso una nuova consapevolezza energetica!

💬 Paride Vitale, ideatore del progetto, esprime la sua gioia: “Portare queste luminarie nel luogo in cui sono cresciuto è una grande emozione. Con PULSEE WINTER LIGHTS estendiamo la vocazione di ARTEPARCO al cuore del paese, trasformandolo in un museo diffuso.”

Ti aspettiamo il 13 dicembre per un’inaugurazione che non dimenticherai!

#PULSEEWINTERLIGHTS #ArteParco #Pescasseroli #Sostenibilità #MatteoFato #LuminarieDartista #Natura #ArteContemporanea #PNALM - Comune di Pescasseroli

lunedì 8 dicembre 2025

Frosolone da vivere: un viaggio autentico tra storia, tradizioni e meraviglie nel cuore del Molise

Nel cuore del Molise, tra paesaggi intatti e un borgo che profuma di storia, c’è un luogo dove il tempo sembra rallentare e l’autenticità diventa esperienza: Frosolone, uno dei borghi più belli d’Italia.

Qui non si visita soltanto un paese: lo si vive.

Un viaggio nell’arte della lama frosolonese

Frosolone è noto come il Paese dei Coltelli, custode di una tradizione secolare che ancora oggi prende vita nelle botteghe e nelle vecchie fornaci del borgo.

Grazie al Centro Informativo e Accoglienza Turistica “viVi Frosolone”, i visitatori possono prenotare:

La visita al Museo dei Ferri Taglienti

Un percorso affascinante tra coltelli, forbici, lame antiche e strumenti tradizionali, dove scoprire come l’acciaio prende forma grazie alla sapienza degli artigiani locali.

Un museo unico in Italia, capace di raccontare una storia fatta di fuoco, incudini e maestria.

Dimostrazione dal vivo della forgiatura

Una delle esperienze più emozionanti: vedere un vero maestro forgiatore all’opera, tra scintille, colpi di martello e il respiro ardente della forgia.

Un incontro diretto con un’arte che ancora oggi rende Frosolone un’eccellenza internazionale.

Cultura, tradizioni e memoria viva

Il viaggio continua tra altre tappe imperdibili:

Museo dei Costumi

Un tesoro di abiti, trame e colori che raccontano la storia del territorio e l’identità delle comunità del borgo.

Museo delle Arti e dei Mestieri

Un percorso nel sapere artigianale di un tempo: mestieri scomparsi, strumenti antichi e testimonianze che parlano di un Molise operoso e genuino.

La Casetta del Pastore

Un tuffo nelle radici della transumanza e della vita semplice in montagna:

un mondo oggi sconosciuto alle nuove generazioni, ma prezioso per chi vuole riscoprire la memoria e il senso delle cose essenziali.

Vivere Frosolone significa sentirsi parte del borgo

Passeggiare nei vicoli in pietra, respirare l’aria dei monti, incontrare gli artigiani, ascoltare il suono degli strumenti da lavoro, assaggiare i sapori antichi: tutto contribuisce a un’esperienza che avvicina alle origini della nostra cultura.

Frosolone non si visita: si vive.

E con viVi Frosolone puoi costruire un itinerario su misura per te, per la tua famiglia o per il tuo gruppo.

Contatti e prenotazioni – viVi Frosolone

Qui potrai prenotare visite guidate, esperienze artigianali, percorsi museali e scoprire tutte le attività del borgo.


Vivi Frosolone e vivi con Frosolone

Un luogo che custodisce l’anima del Molise e dell’Italia più autentica.
Un borgo che accoglie, emoziona e racconta.
Un’esperienza che rimane nel cuore.

sabato 22 novembre 2025

𝗜𝗹 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼, 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝘁𝗼 𝗯𝗲𝗻𝗲 - 𝗟𝗲 𝘇𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: 𝗥𝗶𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗥𝗶𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲.

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Proseguiamo con la nostra rubrica sui contenuti del nuovo piano del Parco, cominciando a trattare delle due zone del territorio sottoposte al regime di più elevata protezione: le zone di Riserva Integrale (Zona A), il 29% della superficie del Parco, e le zone di Riserva Generale (Zona B), pari al 61% della superficie del Parco

Si tratta di quelle porzioni di territorio dove si trovano gli habitat più delicati e preziosi, e dove la fauna e la flora del Parco possono trovare un rifugio sicuro, senza troppi rischi derivati dall’azione dell’uomo.

Nelle cartografie di Piano (https://www.parcoabruzzo.it/pagina.php?id=424, tavole 21), le zone A sono rappresentate con campitura rossa, mentre le zone B con campitura verde. 

Continua a seguire la rubrica sul Piano del Parco, per saperne di più sulle normative e sulle tipologie di gestione legate alla zonazione del Parco!

#parcoabruzzo #parconazionaledabruzzo #lazio #molise #pianodelparco

Foto: Angelina Iannarelli

lunedì 20 ottobre 2025

“Alfedena, passeggiata collettiva” è un momento di incontro e curiosità condivisa, organizzato da L’Alchimista APS

“Alfedena, passeggiata collettiva” è un momento di incontro e curiosità condivisa, organizzato da L’Alchimista APS per i propri soci e socie, le famiglie e gli amici dell’associazione.

Non è una visita guidata, né un evento turistico.

È una passeggiata comunitaria: si cammina insieme, si osserva, si ascolta, si racconta.

Non serve sapere o spiegare: basta lasciarsi accompagnare dal passo del gruppo e dai luoghi che si attraversano.

Gianni Leone

La passeggiata non prevede contributi di partecipazione.

È un’iniziativa gratuita, pensata come attività di socialità e scoperta del territorio per la comunità dei soci e delle socie dell’associazione.

Partenza e arrivo: presso la sede de L’Alchimista APS, in via Palestrina 2, Alfedena.

Si cammina insieme per circa un’ora e mezza, lungo un percorso che attraversa il Borgo Veroli, i ruderi del Castello, il Ponte Achille, la passeggiata fluviale sul Rio Torto e ritorna verso la sede.

Il cammino è facile e adatto a tutti.

Non c’è una guida: il gruppo stesso è la guida.

Durante il percorso, chi vuole può leggere un testo, proporre un racconto, osservare un dettaglio o semplicemente camminare in silenzio.

È un modo per riscoprire insieme il paese, con calma e curiosità.

L’obiettivo è stare insieme e guardare con occhi nuovi i luoghi che viviamo ogni giorno.

Ogni persona o famiglia può portare qualcosa: una storia, un’osservazione, un ricordo o anche solo un sorriso.

Non ci sono spiegazioni né momenti spirituali o religiosi, ma piccoli gesti di condivisione e di ascolto reciproco.

È una passeggiata laica e partecipativa, pensata per valorizzare Alfedena attraverso la partecipazione e la semplicità.

Le tappe del percorso

Durata complessiva: circa 1 ora / 2 ore

Partenza e arrivo: sede de L’Alchimista APS, via Palestrina 2, Alfedena

1. La Soglia del Cammino

Partenza – sede de L’Alchimista APS

Si parte insieme dalla sede, luogo di incontro e punto di riferimento dell’associazione.

Prima di mettersi in cammino, ci si saluta e si sceglie il ritmo della passeggiata.

Chi vuole può dire una parola che descrive cosa si aspetta da questo percorso: scoprire, osservare, camminare, stare insieme.

Frase suggerita:

“Ogni cammino comincia da un passo, ma è il gruppo che gli dà direzione.”

2. Borgo Veroli – Le Pietre che Raccontano

Tra i vicoli e le case in pietra del borgo, si incontrano segni del passato: portali, archi, finestre antiche, simboli scolpiti.

Sono piccoli indizi che raccontano la vita di un tempo.

Camminando piano, si osserva e si immagina: chi abitava qui? com’era il paese cento anni fa?

Attività suggerita:

Ognuno sceglie un dettaglio (una finestra, un arco, una decorazione) e inventa una breve storia su di esso.

Chi vuole la racconta al gruppo.

Frase suggerita:

“Ogni muro del borgo ha ascoltato parole, risate, pioggia e silenzio. Se lo guardi bene, te ne restituisce qualcuna.”

3. I Ruderi del Castello – Il Punto più Alto

Dai resti del vecchio castello si vede tutto il paese.

È un punto perfetto per fermarsi e osservare, respirare e chiacchierare.

Qui si può immaginare com’era Alfedena quando il castello era integro e come il tempo ha trasformato le pietre in memoria.

Attività suggerita:

Si guarda il panorama e ciascuno sceglie un particolare: un tetto, un albero, una strada.

Chi vuole spiega perché lo ha colpito.

Frase suggerita:

“Ogni paese si riconosce dal suo profilo. Guardarlo dall’alto è come leggere la sua storia in silenzio.”

4. Il Ponte Achille – L’Acqua che Accompagna

Il ponte collega due parti del paese e offre una vista sul Rio Torto.

L’acqua scorre sotto i piedi, con il suo ritmo costante.

Ci si ferma un momento per ascoltare il suono del torrente e il vento che lo accompagna.

Attività suggerita:

Tutti ascoltano per qualche secondo in silenzio, poi dicono una parola che descrive quel suono: calmo, veloce, chiaro, fresco, profondo.

Le parole, messe insieme, formano un piccolo “vocabolario del fiume”.

Frase suggerita:

“L’acqua non parla, ma racconta tutto a chi sa ascoltare.”

5. Passeggiata fluviale sul Rio Torto – Il Respiro del Paese

Seguendo il corso del torrente, il gruppo entra in una parte più verde e tranquilla del percorso.

Si cammina piano, osservando la natura intorno: le piante, le pietre, le case che si riflettono nell’acqua.

È un tratto rilassante, perfetto per chiacchierare o restare in silenzio.

Attività suggerita:

Chi vuole può annotare una parola o una frase sul proprio libretto, come ricordo del cammino.

Frase suggerita:

“Camminare accanto al fiume è come camminare dentro un racconto che non finisce mai.”

6. Ritorno alla sede – Il Cerchio delle Voci

La passeggiata si conclude tornando alla sede de L’Alchimista APS, da dove tutto è cominciato.

Ci si ferma insieme per condividere le impressioni: cosa è piaciuto, cosa si è scoperto, cosa si è notato di nuovo sul paese.

Attività suggerita:

Chi vuole legge una parola o una frase scritta durante la camminata.

Si può anche disegnare una piccola mappa o un simbolo del percorso fatto insieme.

Frase suggerita:

“Ogni volta che si torna, qualcosa è cambiato. Forse il paese è lo stesso, ma lo sguardo è nuovo.”

Conclusione

“Alfedena, passeggiata collettiva” è un’esperienza laica, semplice e conviviale:

un modo per stare insieme, conoscere meglio il paese e ritrovare nei piccoli dettagli il piacere di camminare e di condividere.

Non è una lezione, ma una conversazione in movimento.

Si parte insieme, si torna insieme.

Il cammino è la storia che si costruisce passo dopo passo.

mercoledì 1 ottobre 2025

Pettorano sul Gizio | Il nuovo #murale dall'artista Marco Preziosi

Un simbolo visibile e potente di un paese che vuole vivere a misura d’orso: ecco il nuovo #murale di Pettorano sul Gizio, realizzato dall'artista Marco Preziosi. Il Sindaco Antonio Carrara accoglie così l'opera "𝗖𝗵𝗶 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗮 𝗣𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗻𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗚𝗶𝘇𝗶𝗼 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗲 𝘀𝗲𝗹𝘃𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼: 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗺𝗮𝗿𝘀𝗶𝗰𝗮𝗻𝗼."

Il murale nasce come parte delle azioni del #LifeBearSmartCorridors e dall'idea condivisa di Rewilding Apennines, Riserva Monte Genzana, Salviamo l'Orso e Comune di Pettorano Sul Gizio .

#inCampania | La Valle dei Mulini - Riserva statale Valle delle Ferriere

l sentiero parte dal borgo di Pontone. Da Piazza San Giovanni si dirige subito a nord-ovest in leggera salita e, attraversando graziosi vico...