martedì 3 marzo 2026

A Palazzo Chigi la Proclamazione della Capitale del Mare 2026

Arriva l’ora più attesa ed al contempo emozionante per Gaeta, candidata al titolo di Capitale Italiana del Mare 2026. Mercoledì 4 marzo, alle ore 11:00, la delegazione cittadina sarà accolta nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma per la cerimonia di proclamazione. La città attende il verdetto con la consapevolezza di chi ha già centrato l'obiettivo più ambizioso: la creazione di un ecosistema corale dove patrimoni storici, scientifici e culturali si fondono in un progetto di comunità senza precedenti. Con il dossier “Gaeta, Città della Cultura del mare. Blu: oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, la candidatura trascende i confini locali per proporsi come un’iniziativa di respiro nazionale, capace di rimettere l'elemento marino al centro delle strategie educative, sociali ed economiche del Paese.

Il progetto poggia su un partenariato di eccezionale spessore che vede in prima linea la Regione Lazio, con il Presidente Francesco Rocca, l’Assessore Giancarlo Righini e il Consigliere Cosmo Mitrano. Al loro fianco, le province di Latina e Caserta, le Aree Metropolitane di Roma e Napoli e ben 22 Comuni costieri. Fondamentale il supporto della Camera di Commercio Frosinone-Latina guidata da Giovanni Acampora, dell’AdSP del Mar Tirreno Centro-Settentrionale e dell’Università di Cassino. La rete coinvolge oltre 80 partner, tra cui spiccano l'Istituto e l'ITS Academy “Caboto”, eccellenze della formazione marittima italiana.

Questa coalizione rappresenta idealmente 400 chilometri di costa tirrenica, unendo centri come Civitavecchia, Fiumicino, Formia, Pozzuoli e le isole di Ponza e Procida, fino a giungere in Sicilia con Catania. Gaeta si conferma così il baricentro operativo di una macroarea legata da millenni al mare, custode di memorie che spaziano dal mito di Ulisse alla Battaglia di Lepanto, dalle imprese di Caboto fino alla genesi della Marina Militare Italiana.

“Gaeta incarna la sintesi perfetta tra storia e futuro del mare. La sua capacità di coniugare vocazione portuale e sostenibilità la rende un modello di Blue Economy per l'intera nazione.” — Francesco Rocca (Pres. Regione Lazio) e Giancarlo Righini (Ass. Bilancio)

• 42 eventi di rilievo internazionale durante l'anno;

• 16 opere pubbliche permanenti destinate a cambiare il volto della città;

• Investimenti stimati tra 45 e 50 milioni di euro;

• 9 progetti territoriali integrati in una governance multilivello.

“Il modello che traspare dal dossier travalica i confini della città - spiega il consigliere regionale ed ex sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano -, diventa un manifesto di valore che punta in tutto per tutto sulla risorsa mare, raccogliendo” tante adesioni. Tutti insieme facciamo squadra. Gaeta è l'elemento rappresentativo per tutto il centro sud, faro e modello di un progetto di crescita, sviluppo, benessere, che può consentirci di guardare al futuro con grandi prospettive e certezze”.

Il cuore del progetto è il “Paradigma Blu”: se il "Green" ha focalizzato l'attenzione sulla protezione ambientale, il "Blu" di Gaeta mette al centro l'uomo. Il mare non è solo risorsa economica, ma spazio di benessere e rigenerazione. Questa visione si articola in tre pilastri: il Centro Permanente di Educazione al Mare (Ocean Literacy), il Museo Diffuso del Mare (tra innovazione e digital twin) e la Piattaforma del Mare come terapia, volta a valorizzare i benefici psicofisici degli ambienti acquatici.

“Siamo giunti a questo appuntamento con l'orgoglio di chi sa di aver costruito qualcosa di duraturo. – ha commentato il sindaco Cristian Leccese - Indipendentemente dal verdetto della Presidenza del Consiglio, Gaeta ha già vinto la sua sfida più grande: non abbiamo partecipato a un semplice bando, ma abbiamo tracciato una rotta strategica per il futuro dell'Italia. Abbiamo dimostrato che l'unione territoriale e l'innovazione culturale possono trasformare il mare in un asset di sviluppo sociale senza eguali. Questa candidatura è la scintilla di un processo di rigenerazione che metterà le nostre radici marittime al servizio delle prossime generazioni.”

Il 2026 coinciderà inoltre con due celebrazioni storiche: il centenario della Scuola Nautica della Guardia di Finanza e quello del PIME, custode del Santuario della Montagna Spaccata. Un luogo dove fede e natura si incontrano in una fenditura rocciosa che, come vuole la tradizione evangelica, si affaccia maestosa sulle onde, sigillando il legame eterno tra Gaeta e il suo mare.

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