martedì 15 aprile 2025

Abruzzo | Crecchio - CH

Crecchio è un comune italiano di 2 603 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Il paese conserva l'aspetto di un piccolo borgo medievale dominato dal castello ducale.

Il comune di Crecchio è compreso all'interno della zona collinare che si estende dalla costa adriatica fino al limite della fascia pedemontana della Maiella. Nella parte nord-occidentale il territorio è solcato dal fiume Arielli e dal torrente Rifago che, nel loro corso, hanno delimitato ed isolato il colle su cui sorge il centro storico. Nella parte orientale il terreno digrada dolcemente verso la valle del Moro. Non mancano alcune aree pianeggianti, in particolare in prossimità della Strada Provinciale (ex SS 538) “Marrucina” (località Pietra Lata, Casone e Macchie), nelle zone di Fonte Roberto e Ciaò (comprese tra Villa Mascitti e Casino Vezzani), nei dintorni di Villa Tucci (Padule, Pozzo e Capo Lemare) ed a Santa Maria Cardetola. La pendenza diminuisce progressivamente da SW a NE. L'altimetria varia da un minimo di 86 m s.l.m., misurata nella valle dell'Arielli in località Piano di Morrecine (nella parte settentrionale del Comune), ad un massimo di 276 m s.l.m., registrato nei pressi della vecchia stazione ferroviaria (al confine con il comune di Arielli). La casa comunale è situata a 209 m s.l.m..

La quasi totalità del territorio comunale presenta strati di ciottolame poligenico con lenti di sabbie giallastre e argille grigio-verdognole, originari del Pleistocene Marino. Lungo le valli dell'Arielli e del torrente San Giorgio sono presenti ghiaie, sabbie, limi torrentizi e fluviali risalenti all'Olocene. La valle del Moro è caratterizzata da depositi di sabbie e arenarie giallastre di origine Pleistocenica; diffusi risultano detriti di falda, coperture detritico-colluviali del Pleistocene medio superiore – Olocene, depositi alluvionali e deltizi attuali. Il territorio, nella sua parte centrale e sud-orientale, è inoltre attraversato da alcuni terrazzi morfologici che separano le zone sabbiose da quelle di materiale più grossolano.

Il territorio, intensamente coltivato, presenta una copertura boschiva varia e frammentata; in particolare i luoghi in cui la vegetazione appare più rigogliosa, sono i valloni scavati dai torrenti locali, e formanti il sistema, tipico della collina abruzzese, delle cosiddette “valli a pettine”. In queste zone dove affiorano strati di travertino, predominano specie vegetali riparie quali il carpino nero, l'orniello, il nocciolo ed in particolare l'alloro. Vicino ai corsi d'acqua, dove è facilmente avvistabile il granchio di fiume, sono diffuse varie specie di salice e di pioppo. Ai margini della macchia mediterranea è possibile notare alcune specie che afferiscono alle garighe come l'ampelodesmo e i cisti, mentre nelle zone meno asciutte è presente la canna di Plinio. Rilevante è anche la presenza della robinia che, inizialmente introdotta dall'uomo, si è poi diffusa spontaneamente. Sui colli la vegetazione è costituita soprattutto dalla roverella, a cui si accompagno sorbi, aceri, olmi, carpini e lecci. Tra i lembi boschivi è facile imbattersi nel ciclamino primaverile, la primula, il garofano, la campanula e l'anemone dell'Appennino; rara invece è la presenza dell'orchidea selvatica. I nuclei forestali rappresentano anche un importantissimo rifugio ed habitat per molte specie faunistiche. Tra l'avifauna si segnala la presenza di due specie di rapaci: la poiana e lo sparviero; comuni sono anche lo scricciolo, il merlo, il picchio rosso e verde; è facile imbattersi in cinciallegre, fringuelli, tordi, usignoli, upupe, tortore e cuculi. Tra i mammiferi è possibile trovare i classici abitanti del sottobosco: la faina, il tasso, la donnola, la volpe e puzzola, insieme ad altri piccoli roditori del bosco.

La tradizione vuole che in antichità gli abitanti di Crecchio fossero stanziati nella frazione di Santa Maria Cardetola, a poca distanza dall'attuale centro abitato. Sporadici ritrovamenti, fra cui quello di una dea madre riferibile al paleolitico superiore, frammenti di ossidiana e selci lavorate, confermano la presenza dell'uomo sulle colline di Crecchio fin dall'epoca preistorica. I rinvenimenti di fondi di capanne dell'età del ferro, attestano inoltre una discreta produzione ceramica intorno al IX secolo a.C. 

Il 9 settembre 1943, Crecchio ed il castello furono scenario di importanti eventi della storia d'Italia: nella loro fuga verso Brindisi, sostarono nel castello il re Vittorio Emanuele III, la Regina, il principe Umberto, Badoglio e l'intero Stato Maggiore. Qui si decisero le sorti della Monarchia Sabauda. Il principe Umberto era già stato altre volte ospite del duca Giovanni De Riseis e della sua consorte Maria Antonietta d'Alife Gaetani d'Aragona, a Crecchio, negli anni 1926, 1928 e nel 1932 con Maria Josè. Dall'inverno del 1943 all'estate del 1944, Crecchio, trovandosi sulla linea Gustav, subì le devastazioni dei bombardamenti: la Chiesa di San Rocco all'ingresso del paese fu rasa al suolo (e mai più ricostruita), il castello e la Torre dell'Ulivo gravemente danneggiati, la facciata settecentesca della chiesa di San Salvatore semidistrutta così come molte abitazioni.

Resti della villa romana in località Vassarella; il complesso è stato rinvenuto nel 1973 a seguito di lavori per l'impianto di una vigna. Fra il 1988 ed il 1991, una campagna di scavi eseguita in collaborazione fra Archeoclub di Crecchio e Soprintendenza archeologica dell'Abruzzo ha permesso di riconoscere i resti di una grande villa rustica, riferibile alla tarda età repubblicana. I ruderi delle strutture murarie delimitavano un porticato lungo almeno 75 metri, con vari ambienti collocati lungo il corridoio definito dal porticato stesso. All'interno dei vani superstiti sono stati rinvenuti numerosi dolii ed una grande cisterna in calcestruzzo, quasi completamente piena d'acqua e melma. Lo svuotamento della cisterna ha consentito di individuare vari reperti (in particolare frammenti lignei e vasellame) che testimoniano i contatti con aree quali l'Africa, l'Egitto, la Palestina, la Siria e l'Asia Minore. Nel VI secolo l'impianto veniva probabilmente impiegato dai Bizantini per l'approvvigionamento del vicino porto di Ortona. A tale periodo è infatti ascrivibile l'interro archeologico della cisterna, utilizzata come un vero e proprio "mondezzaio".

Nel Castello Ducale è presente il Museo dell'Abruzzo Bizantino ed Altomedievale, dove sono conservati antichi reperti di epoca bizantina e romana.  it.wikipedia.org

Together As One
Rap – Spider 

martedì 18 marzo 2025

𝗘̀ 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗡𝗶𝘁𝗮, 𝗹’𝗼𝗿𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗟𝗶𝘁𝘂𝗮𝗻𝗶𝗮 𝗼𝘀𝗽𝗶𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘇𝗼𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗩𝗶𝘀𝗶𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗮 𝗣𝗲𝘀𝗰𝗮𝘀𝘀𝗲𝗿𝗼𝗹𝗶.

Il 23 gennaio 2025 si è spenta Nita, l’orsa arrivata insieme a Greta e Brumo dalla Lituania, il 29 giugno 2020. Greta, che del gruppo era la più anziana, ci aveva lasciato nel 2022, e ad oggi, dunque, Brumo rimane l’unico orso ospitato presso il Centro Natura di Pescasseroli.

Per comunicarlo abbiamo voluto attendere il referto dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise che ha fatto tutti gli accertamenti del caso per definire il quadro clinico che ha portato alla morte dell’orsa. Il referto è arrivato pochi giorni fa e ci racconta di un quadro clinico compromesso a livello sistemico dato anche dalla età, con pleurite siero-fibrinosa, cuore con marcata ipertrofia ventricolare sinistra, epatite e di conseguenza una grave insufficienza epatica. Nei giorni precedenti alla morte, infatti, si era riscontrata una sintomatologia caratterizzata da profonda apatia e scarsi movimenti che oggi, alla luce di quanto rilevato dagli accertamenti fatti, risulta essere molto più chiara.

Quella di questi tre orsi bruni europei provenienti dall’Europa dell’Est, è una storia fatta di sofferenze e cattività. Una storia che l’Associazione Salviamo gli Orsi della Luna, in collaborazione con il Parco e la Fondazione Capellino, ha provato a cambiare in meglio, offrendo ai tre animali una vita, seppur in un’area faunistica, più dignitosa e serena. I tre orsi, infatti, hanno trascorso questi ultimi 5 anni in un’area recintata dotata di vasca, alberi e spazi in cui rifugiarsi se non volevano farsi vedere dagli avventori. Ambienti di certo limitati per un orso, ma decisamente migliori e più ampi delle strette gabbie di cemento e ferro, dove erano costretti a vivere sin dalla loro nascita e dove per loro non era possibile neanche camminare.

Le notizie a nostra disposizione sulla loro storia sono poche e frammentate, nonostante le numerose indagini degli Ispettori del Ministero Lituano, e in parte derivanti dalle persone che le detenevano: di sicuro sappiamo che questi animali hanno vissuto sempre in cattività, che con molta probabilità venivano sfruttati per attività circensi e che, nei momenti in cui non “lavoravano”, venivano mantenuti in delle gabbie molto strette ed anguste.

Nita ha vissuto a Pescasseroli per quasi 5 anni, interagendo pienamente con gli altri Orsi nello spazio a loro dedicato. Era stata subito sterilizzata, insieme agli altri due, come richiesto dal Ministero dell'Ambiente, e nell’area del Centro Visite si era addirittura scavata una sua tana in un piccolo angolo in fondo al recinto, poi adattata dagli addetti, per ovvie ragioni di sicurezza.

Non era un orso bruno marsicano, ma era comunque un orso e averla avuta con noi e poterla osservare insieme agli altri, nei tanti piccoli comportamenti quotidiani è stato molto interessante ed emozionante. Hanno permesso a noi e ai tanti ospiti del Centro Visite, di ammirare quanto gli orsi ci somigliano e comprendere che, forse, è proprio per questo che risultano così affascinanti ai nostri occhi.  Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise

Nita ci mancherai!

@Salviamogliorsidellaluna

lunedì 17 marzo 2025

Poggio Sannita - Isernia | Antico Frantoio Iacovone

In alto Molise, nel paese di Poggio Sannita in provincia di Isernia, vi è un tesoro nascosto che forse nemmeno i molisani conoscono.

Parliamo dell’Antico Frantoio Iacovone situato all’interno dello storico Palazzo omonimo ove ricevette i natali il Prof. Cosmo Maria de Horatiis nel 1771, padre della Medicina Omeopatica italiana e medico di camera personale del re Francesco I di Borbone.

Si tratta di un frantoio oleario ipogeo ricavato nella roccia del paese scavata a mano dai maestri cavamonti e la sua costruzione risale tra l’XI ed il XIII secolo.

E’ composto da una molazza in pietra granitica di circa 120 cm. e del peso di 17 quintali posta in verticale e poggiante su un invaso in pietra reclinante al centro sorretta da un telaio in legno di quercia ancorato alla muratura che, ai tempi, veniva movimentata da un asino bendato che, camminando in senso antiorario, consentiva la frantumazione delle olive.

Adiacente al grande vano giace la pressa in legno o torchio che, per effetto della pressione data dalla vite, consentiva la fuoriuscita del liquido.

Vicino alla pietra molare vi sono la stalla e la mangiatoia dell’asino e qui vengono conservati anche la sella, il capestro ed alcune fasce sottopancia. Sono altresì presenti strumenti ed attrezzature originali occorrenti alla produzione.

Il Palazzo Iacovone, che al suo interno ha anche una preziosa biblioteca dove sono conservati oltre 2000 volumi databili dal ‘700, rientra nel circuito delle Dimore Storiche Italiane ed è visitabile con prenotazione tramite WhatsApp al 334.2253485 (ticket di ingresso € 10,00). Guida d’eccezione il proprietario Avv. Domenico Iacovone al quale dobbiamo la ristrutturazione e la conservazione di questo meraviglioso sito di grande valenza storica e culturale

Fonte e Ph: Antico Frantoio Iacovone - Una terra chiamata Molise -  Antico Frantoio Iacovone

mercoledì 12 marzo 2025

Giornate FAI di Primavera | Bacoli - Faro di Capo Miseno

È un’occasione imperdibile. Sarà aperto per due giorni il Faro di Capo Miseno. Tra i tesori delle Giornate del FAI. Potrete scoprirlo sia sabato 22 marzo che domenica 23 marzo. Dalle 9:30 alle 14:30. 
“La visita che verrà offerta nel corso delle Giornate Fai di primavera prevede sia la visita del Faro di Miseno, che sarà illustrato dagli studenti sia anche la possibilità di fere un percorso di trekking: è il Sentiero degli Uccelli o altrimenti definito come il sentiero del faro di Capo Miseno. Una escursione da fare a piedi, della durata di circa un'ora attraverso cui è possibile ammirare la bellezza paradisiaca del mare, il Golfo di Pozzuoli e, molto vicine, le isole di Procida, Ischia e Capri. Il Sentiero degli Uccelli o Sentiero di Capo Miseno è un cammino naturalistico sulle pendici di un antico cratere, una caratteristica dei Campi Flegrei. Una escursione di trekking dalla bellezza straordinaria, tra resti storici, tanta vegetazione, la frescura del mare ed il cinguettio degli uccelli. Il nome è dovuto proprio ad una ricca e documentata presenza di fauna volatile di diversa specie. La passeggiata è lasciata alla libera iniziativa dei visitatori ma si tratta di un percorso abbastanza agevole per il quale ovviamente sono consigliate scarpe da trekking o comunque da ginnastica.”

E siamo orgogliosi che Bacoli assicuri ben due siti culturali aperti in questi giorni dedicati su scala nazionale alla promozione della cultura. Oltre al Faro, si potrà visitare anche il Colombario del Fusaro. Il Faro di Miseno è una meraviglia ammirabile da tutto il golfo. Potrete visitarlo all’interno. Dalla scalinata, fino al belvedere mozzafiato. Mare ovunque, il promontorio, le isole

Ringrazio il FAI che sceglie i Campi Flegrei, anche in tempo di bradisismo. È questa la giusta inversione di tendenza. Così voltiamo pagina. Una convivenza attenta. 

Ringrazio la Marina Militare con cui condividiamo un percorso di valorizzazione di pezzi di storia nazionale e locale. Sarà inoltre possibile percorrere il sentiero che porta fin su il promontorio. Una due giorni davvero da non perdere. Insieme, è più bello. Un passo alla volta

lunedì 10 marzo 2025

LAGO DI BARREA - ESPERIENZA TRA NATURA E BENESSERE | 11 MARZO 2025

*LAGO DI BARREA TRA NATURA E BENESSERE- PRESENTAZIONE ALLA STAMPA.*

🔊 *MARTEDÌ 11 MARZO* , presso la Sala Corradino D'Ascanio del Consiglio Regionale dell'Abruzzo a Pescara, verrà presentato il progetto *LAGO DI BARREA - ESPERIENZA TRA NATURA E BENESSERE.*

👉🏻 Finanziato dal *MINISTERO DEL TURISMO* a valere sul FUNT (Fondo Unico Nazionale per il Turismo), il progetto vede protagoniste le *Pro Loco di Villetta Barrea, Barrea e Civitella Alfedena* insieme a *COOPCULTURE* , tra le più grandi e strutturate cooperative italiane operanti nel settore della cultura.

🎯 Il progetto, che richiede anche la sinergia dei *Comuni* e delle *comunità locali* , è finalizzato a valorizzare il Lago di Barrea non solo con interventi strutturali ma anche, e soprattutto, attraverso la progettazione e realizzazione di attività esperienziali volte a posizionarlo come *META TURISTICA DI ECCELLENZA.*

💪🏻 L'ottenimento di questo importante finanziamento è stato frutto di un serio lavoro di squadra portato avanti da persone appassionate e amanti del territorio.

Per questo motivo, un pensiero commosso e carico di gratitudine va alla carissima *Sandrine Colantoni* che, per conto della Pro Loco di Villetta Barrea, ha creduto sin dall'inizio alle potenzialità dell'idea progettuale investendovi tutte le sue energie e dedizione.

Un ringraziamento a *CoopCulture* che ha guidato e coordinato magistralmente tutte le fasi di elaborazione progettuale e candidatura, rendendo così possibile l'avvio di un progetto ambizioso e altamente qualificante per il nostro territorio.  Comune di Villetta Barrea

venerdì 7 febbraio 2025

Palazzo Te - Mantova

Palazzo Te è una villa rinascimentale collocata nell'area meridionale della città di Mantova. Costruito tra il 1524 e il 1534 su commissione del marchese di Mantova Federico II Gonzaga, è l'opera più celebre dell'architetto e pittore italiano Giulio Romano. Il complesso è sede del museo civico e dal 1990 del Centro internazionale d'arte e di cultura di Palazzo Te che organizza mostre d'arte antica e moderna e di architettura.

Verso la metà del XV secolo Mantova era divisa dal canale Rio in due grandi isole circondate dai laghi formati dal fiume; una terza piccola isola, chiamata sin dal Medioevo Tejeto e abbreviata in Te, era collegata con un ponte alle mura situate nella parte meridionale della città.

Due sono le ipotesi relative all'etimologia del termine teieto o tejeto (anche se prive di fondamento): esso potrebbe derivare da tiglieto (bosco di tigli), oppure essere collegato a tegia, dal latino attegia, che significa capanna.

Il primo incontro tra Giulio Romano e il marchese Federico II Gonzaga avviene nel 1524, come narrato da Vasari, ed è in questo momento che il marchese commissiona la costruzione dell'edificio. Le prime testimonianze in merito alla presenza di Palazzo Te si hanno nel 1526, quando viene citato un edificio in costruzione che sorge vicino alla città, tra i laghi, sulla direttrice della Chiesa e del Palazzo di San Sebastiano.

La zona risultava paludosa e lacustre, ma i Gonzaga la fecero bonificare e Francesco II la scelse come luogo di addestramento dei suoi pregiati e amati cavalli. Morto il padre e divenuto signore di Mantova, Federico II, suo figlio, decise di trasformare l'isoletta nel luogo dello svago, del riposo e dei festosi ricevimenti assieme agli ospiti più illustri e dove poter sottrarsi ai doveri istituzionali assieme alla sua amante Isabella Boschetti.

Il palazzo è un edificio a pianta quadrata con al centro un grande cortile quadrato anch'esso, un tempo decorato con un labirinto, con quattro entrate sui quattro lati (Giulio Romano si ispira nell'impianto alla descrizione vitruviana della casa di abitazione: la domus romana con quattro entrate, ciascuna su uno dei quattro lati). Il piano nobile è leggermente elevato rispetto al terreno, questo per salvaguardarlo dalle piene del Mincio.

Il palazzo ha proporzioni insolite: si presenta come un largo e basso blocco, a un piano solo, la cui altezza è circa un quarto della larghezza. Secondo gli esperti questa struttura è dovuta all'ispirazione della villa antica, dove bisognava valorizzare le vedute orizzontali, i giardini e le fonti d'acqua.

Il complesso è simmetrico secondo un asse longitudinale.

Simbologia

Giove seduce Olimpiade

«Un poco di luogo da potervi andare e ridurvisi tal volta a desinare, o a cena per ispasso» (Giorgio Vasari)

I simboli e gli stemmi riempiono di significati più o meno celati e spesso politici, le pareti del palazzo e del suo voluttuoso proprietario. Il Monte Olimpo, ad esempio, circondato da un labirinto e che sorge dalle acque è un simbolo che spesso si ritrova, viene ripreso in elementi architettonici costitutivi del palazzo come le due ampie peschiere che attraverso un ponte portano al giardino, o come il labirinto in bosso (ormai scomparso) del giardino stesso.

Altro simbolo interessante è la salamandra, che Federico elegge come personale, assieme al quale spesso viene utilizzato il motto: quod huic deest me torquet (ciò che manca a costui mi tormenta); il ramarro infatti era ritenuto l'unico animale insensibile agli stimoli dell'amore, ed era impiegato come contrapposizione concettuale al duca e alla sua natura sensuale e galante, che invece dai vizi dell'amore era tormentato. it.wikipedia.org

lunedì 13 gennaio 2025

Comune di Opi | Progetto “Laboratorio delle imprenditorialità”,

Parte il progetto “Laboratorio delle imprenditorialità”, per supportare la nascita e lo sviluppo di imprese innovative nel proprio territorio. Il progetto prevede un percorso di alta formazione ad accesso gratuito per chi vuole creare un’impresa innovativa o uno spin off aziendale, oppure desidera sfruttare le nuove tecnologie per far crescere la propria realtà, valorizzando il genius loci del proprio Comune.  Comune di Opi

CANDIDATURE: dal 15 gennaio al 15 febbraio 2025.

CHI PUO PARTECIPARE: Persone residenti all’interno di un comune al di sotto dei 5.000 abitanti, senza vincoli di età o cittadinanza, che abbiano avviato o abbiano intenzione di avviare iniziative sociali o imprenditoriali nel proprio comune.

COSTI: accesso gratuito

DURATA: 3 mesi di formazione on line

PER CANDIDARSI: https://forms.gle/yW61fTuL5XBgXDhp6

L’obiettivo del progetto è quello di stimolare percorsi di crescita dei territori, in particolare quelli marginali, in grado di supportare e valorizzare la spinta di innovazione sociale proveniente dal basso

Grazie alla partnership tra ALI Autonomie Locali Italiane, Universitas Mercatorum e 012factory, incubatore certificato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e B Corp, è nato quindi il primo percorso “digitale” di avvio all’imprenditorialità sostenibile rivolto a tutti coloro che abbiano un’idea di valorizzazione economica connessa all’impatto sociale e alla salvaguardia ambientale delle bellezze territoriali (artigianati, agricolture, servizi, cooperazioni ed associazionismi, turismi).

L’iniziativa è basata sulla costruzione di modelli d’impresa finalizzati a creare impatti sociali e ambientali con ricadute positive che vadano oltre la vita dell’impresa stessa. Crediamo che i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, possano avere un ruolo primario nella nascita di iniziative imprenditoriali nei propri territori, per creare nuova occupazione, innovazione sociale, coesione comunitaria, contrasto allo spopolamento, aumento dei servizi.

Per i progetti più meritevoli inoltre è previsto l’avvio di una fase di incubazione e supporto per la realizzazione della propria impresa.

sabato 11 gennaio 2025

Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise - 𝗗𝘂𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲 𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗹𝗲, 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮!

𝗗𝘂𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲 𝗨𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗹𝗲, 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮!
Siamo estremamente felici di potervi annunciare che, nell'ambito del programma di Servizio Civile Universale, sono stati approvati due nuovi progetti per il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. Un’opportunità unica per poter trascorrere un entusiasmante anno nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, lavorando per la conservazione della natura e lo sviluppo del territorio.
Per il progetto Convivere nelle Terre degli Orsi - che vedrà i ragazzi e le ragazze selezionate mettersi al lavoro per favorire la coesistenza tra orsi ed esseri umani nei Comuni del Parco coinvolti dal progetto europeo sulle Comunità a Misura d'Orso, il LIFE Bear-Smart Corridors - i posti a disposizione da operatore volontario sono 4.
Per il progetto Un impegno per il futuro - che permetterà a coloro che verranno selezionati di immergersi nelle diverse attività di accoglienza turistica, educazione ambientale, conservazione e monitoraggio della natura, in cui il Parco è quotidianamente impegnato - i posti a disposizione da operatore volontario sono 13.
Per candidarsi è necessario, alla presentazione della domanda di partecipazione, avere almeno 18 anni e meno di 29 (28 anni e 364 giorni), oltre ad essere cittadine e cittadini italiani o di altri Paesi dell'Unione Europea. Il termine ultimo per l'invio delle domande è fissato alle ore 14 martedì 18 febbraio 2025!
Per maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione vi invitiamo a consultare l'articolo sul sito ufficiale del Parco al seguente link: https://www.parcoabruzzo.it/dettaglio.php?id=81268

giovedì 9 gennaio 2025

Puglia | Attiva sul portale del Ministero del Turismo la piattaforma informatica che consente alle guide turistiche già abilitate di iscriversi all’elenco nazionale.

Attiva sul portale del Ministero del Turismo la piattaforma informatica https://guide-turistiche.ministeroturismo.gov.it/home che consente alle guide turistiche già abilitate di iscriversi all’elenco nazionale.
🗺️ Prende il via, dunque, il “censimento” delle guide abilitate che faciliterà la consultazione da parte degli utenti al fine di garantire trasparenza e professionalità nel settore.
🌐 Il portale web è strutturato in due aree, una privata e l’altra pubblica.
1️⃣ La prima è accessibile tramite identità digitale (Spid o CIE) ed è destinata alle guide turistiche abilitate che possono iscriversi al registro e ottenere, in una prima fase, un QR Code univoco valido per l’esercizio della professione sul territorio nazionale.
2️⃣ La seconda area pubblica consente, invece, agli utenti di visualizzare, tramite una ricerca dettagliata, le guide turistiche abilitate sul territorio italiano, nonché le loro specializzazioni, le relative competenze linguistiche, la regione in cui è stato conseguito il titolo.

Comune di Macchiagodena | "Città che Legge" per il triennio 2024 - 2026.

Il prestigioso titolo, già concesso al nostro Comune nel 2022, è assegnato dal Ministero della Cultura alle amministrazioni che si distinguono per il costante impegno nella promozione della lettura sul proprio territorio.
Ai comuni che hanno ottenuto la qualifica è riservata la partecipazione all’omonimo bando di finanziamento “Città che legge” per progetti meritevoli che abbiano come obiettivo la promozione del libro e della lettura.
Insieme alle associazioni, alla Scuola, ai Borghi della Lettura, agli altri operatori culturali, alla Ragione Molise e alle altre istituzioni, continueremo a costruire una comunità sempre più attenta alla lettura e alla cultura quali strumenti di sviluppo sociale, di resistenza e di crescita.
   

sabato 4 gennaio 2025

𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐂𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞 𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐠𝐞𝐫𝐨𝐥𝐚. 𝐂𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐞.

È online il bando per la selezione di n° 8 volontari del servizio civile presso il Comune di Agerola
. Hai tempo fino al 18 febbraio per presentare la domanda.
Consulta il bando e la “Guida per la compilazione e la presentazione della Domanda Online" sui siti www.scelgoilserviziocivile.gov.it e www.expoitaly.it
La domanda di partecipazione deve essere presentata esclusivamente online attraverso la piattaforma DOL all'indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it. È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto ed un’unica sede.
Il luogo, la data e la modalità del colloquio selettivo saranno pubblicati sul sito www.expoitaly.it - senza ulteriore avviso. La pubblicazione del calendario dei colloqui selettivi ha valore di notifica della convocazione a tutti gli effetti di legge e il candidato che, pur avendo presentato la domanda, non si presenta al colloquio nei giorni stabiliti è escluso dalla selezione per non aver completato la procedura.
Per ricevere info e supporto, si può contattare l'ufficio segreteria del Comune 081 8740230.

“Il jazz italiano per le terre del sisma” torna all’Aquila il 5 e 6 settembre: XII edizione con 300 artisti, 20 location e l’omaggio a Pino Daniele

Dodici anni. Centinaia di concerti. Migliaia di musicisti. E ogni settembre, puntuale, L’Aquila che torna a essere la capitale del jazz ital...