venerdì 24 aprile 2026

Capitale italiana della Cultura 2027 - Pordenone (Friuli Venezia Giulia)

"Il dossier propone un modello di valorizzazione culturale innovativo e inclusivo, capace di coniugare tradizione e contemporaneità. L’approccio strategico mira a rafforzare l’identità del territorio attraverso progetti che intrecciano patrimonio storico, arti visive, cinema e partecipazione attiva della comunità. Particolarmente apprezzata è la capacità di attivare un processo di coinvolgimento diffuso che reinterpreta il legame tra memoria, territorio e creatività.
☑️ Il progetto si distingue per la volontà di rendere la cultura un motore di sviluppo sostenibile, con un programma articolato lungo l’intero anno, capace di attrarre un pubblico ampio e diversificato. La strategia di investimento è solida e coerente con gli obiettivi, con un impatto atteso significativo sul tessuto socio-economico. ☑️ Apprezzata, inoltre, l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema museale, universitario e realtà associative, che garantisce una rete solida e partecipativa. La particolare attenzione rivolta ai giovani, non solo come fruitori ma come protagonisti del processo creativo, conferma la visione dinamica e inclusiva del progetto".
Capitali della Cultura
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Savona, città in trasformazione, sceglie la cultura per creare “nuove rotte”, un laboratorio di idee e innovazione dove produrre nuove visioni urbane. 40 Comuni, 9 città del Nord Ovest, 9 italiane, 9 del Mediterraneo, per esplorare le sfide contemporanee e tracciare il futuro della nostra società”
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Sant'Andrea di Conza Capitale Italiana della Cultura 2027 è la creazione di un circuito culturale stabile e innovativo nel cuore dell'Alta Irpinia. Il progetto Incontro Tempo unisce 25 Comuni e altre 70 realtà: un mosaico di storia, arti e natura, un'esperienza unica tra enogastronomia e tradizioni”. #santandreadiconza 
Con il dossier dal titolo “Cuore del Mediterraneo", REGGIO CALABRIA è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027.
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Reggio Calabria, crocevia di culture differenti e complementari, si candida puntando sulla propria autenticità e sul ruolo di baricentro del Mediterraneo; da sempre luogo di incontro e di accoglienza, la città promuove la cultura della solidarietà, dell'inclusione e del dialogo pacifico tra i popoli". - Città di Reggio Calabria 
Con il dossier dal titolo “Pordenone 2027. Città che sorprende”, PORDENONE è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027.
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Dietro lo sguardo operoso di città industriale, Pordenone sorprende. Sotto la superficie nasconde uno spirito ribelle fatto di arte, musica e libri, con cui si candida a diventare capitale della cultura, a rivelarsi ed esplorare una nuova idea di città, più bella, sostenibile e inclusiva”
Con il dossier dal titolo “Pompei Continuum”, POMPEI è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027.
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Pompei Continuum risveglia l'arte e la cultura di Pompei, promuove la partecipazione attiva dei cittadini per una crescita sostenibile. Puntiamo alla rigenerazione urbana e turistica, inclusiva e solidale, con il sostegno di Parco Archeologico di Pompei, Pontificio Santuario di Pompei e UNESCO”.
Con il dossier dal titolo “Una cultura come il mare”, LA SPEZIA è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027.
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Una cultura come il mare. LaSpezia2027 intende promuovere con la cultura un nuovo modo di vivere il rapporto tra l'uomo e il mare. Con creatività e sensibilità artistica, la città vuole proporre soluzioni per affrontare le sfide del presente e costruire un futuro sostenibile”
Con il dossier dal titolo “La bella tra terra e mare”, GALLIPOLI è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027.
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Gallipoli è nel mare, è del mare, un’isola e una terraferma, un crogiuolo uterino di bellezza, nel cuore del Mediterraneo. Una città che vuole continuare a lavorare nel solco dell’inclusione sociale e della conversione green, detonando il suo patrimonio biblio museale unico, i teatri, biodiversità”.
Con il dossier dal titolo “Navigare il futuro”, BRINDISI è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027. -  Comune di Brindisi
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Brindisi si candida a Capitale italiana della Cultura 2027 puntando sulla conoscenza come motore di rigenerazione urbana ed economica. Attraverso le transizioni digitali, energetiche ed ecologiche, mira a creare un investimento potente sulla cultura del territorio”.
Con il dossier dal titolo “Terra dell’altrove" ALIANO è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027. Comune di Aliano MT
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“La candidatura di Aliano 2027 si inserisce in un percorso tracciato da anni di lavoro sul territorio e per il territorio, con l’ambizione di compiere un ulteriore passo in avanti verso un modello di sviluppo a base culturale duraturo nel tempo e generare positivi effetti su scala regionale”.
Con il dossier dal titolo “Pietramadre”, ALBEROBELLO è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027. - Alberobello 2027: Pietramadre - Candidata a Capitale italiana della Cultura.
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto:
“Alberobello 2027, un patrimonio di bellezza fondato sulla pietra. Una terra che testimonia al mondo la sua energia centripeta, attrattiva, oggi libera la sua energia centrifuga identitaria. Le architetture relazionali diventano motore di nuovo sviluppo, modello di nuovo turismo, seme di nuova vita”.
Sono 20 le città italiane ad aver inviato la manifestazione d’interesse per concorrere al titolo di Capitale italiana della Cultura, edizione 2027.
I Comuni che hanno risposto al bando entro la scadenza dei termini del 3 luglio sono:
  1. Acerra (provincia di Napoli, Campania); 
  2. Aiello Calabro (provincia di Cosenza, Calabria); 
  3. Alberobello (provincia di Bari, Puglia); 
  4. Aliano (provincia di Matera, Basilicata);  - Aliano presenta a Potenza la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2027
  5. Brindisi (Puglia); 
  6. Caiazzo (provincia di Caserta, Campania); 
  7. Fiesole (provincia di Firenze, Toscana); 
  8. Gallipoli (provincia di Lecce, Puglia); 
  9. La Spezia (Liguria); 
  10. Loreto Aprutino (provincia di Pescara, Abruzzo); 
  11. Massa (provincia di Massa-Carrara, Toscana); 
  12. Mazzarino (provincia di Caltanissetta, Sicilia); 
  13. Morano Calabro (provincia di Cosenza, Calabria); 
  14. Pompei (provincia di Napoli, Campania); 
  15. Pordenone (Friuli Venezia Giulia); 
  16. Reggio Calabria (Calabria); 
  17. Santa Maria Capua Vetere (provincia di Caserta, Campania); 
  18. Sant’Andrea di Conza (provincia di Avellino, Campania); 
  19. Savona (Liguria); 
  20. Taverna (provincia di Catanzaro, Calabria).
Le candidature saranno valutate da una Giuria, che selezionerà tra queste le dieci città finaliste, entro il 12 dicembre 2024. A seguito di audizioni pubbliche, che si svolgeranno entro il 12 marzo 2025, la procedura di valutazione si concluderà entro il 28 marzo 2025 con la proclamazione della Capitale italiana della cultura 2027.
La città vincitrice, grazie anche al contributo statale di un milione di euro, potrà realizzare le attività progettate nel dossier e rilanciare il proprio territorio attraverso la cultura.
L’ultima città ad essere insignita del titolo è stata L’Aquila per il 2026. La Capitale italiana della Cultura in carica è Pesaro, a cui seguirà il prossimo anno Agrigento.

domenica 8 marzo 2026

Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise | Volontari per la Natura: aperte le iscrizioni ai turni 2026

C'è un modo speciale per conoscere davvero il Parco: viverlo ogni giorno, accanto a chi lo protegge e se ne prende cura. Anche per il 2026 tornano i turni di 

"Volontari per la Natura", il programma di volontariato del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise che da oltre trent'anni permette a tante persone di vivere un'esperienza diretta di conservazione e di scoperta della natura.

Il volontariato nei Parchi ha una storia lunga e affascinante. Nasce dallo spirito e dai valori dei pionieri dell'ambientalismo che, più di un secolo fa, contribuirono alla nascita dei primi Parchi Nazionali nel Nord America. Ancora oggi essere volontari significa mettere a disposizione tempo ed energie per conoscere da vicino la complessità della gestione di un'Area Protetta e, allo stesso tempo, vivere la natura in modo autentico, contribuendo alla tutela di un patrimonio naturale e culturale che appartiene a tutti.

Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise porta avanti questo programma dal 1992: in oltre trent'anni migliaia di volontarie e volontari hanno partecipato alle attività del Parco, avvicinandosi concretamente alla natura e ai temi della conservazione. Un progetto che si è evoluto nel tempo, rinnovandosi di anno in anno ma mantenendo intatto il suo spirito originario.

Per il 2026 sono previsti 8 turni della durata di 8 giorni, in programma dal 30 aprile al 28 settembre, che si svolgeranno nei versanti laziali e molisani dell'Area Protetta, in collaborazione con gli operatori del territorio.

Come ogni anno sarà possibile partecipare scegliendo tra cinque diverse tipologie di volontariato, pensate per coinvolgere pubblici differenti:

  • Junior

  • Senior

  • Specialista

  • Family

  • Scuole

Come partecipare

Per iscriversi ai turni di "Volontari per la Natura" è sufficiente compilare la scheda disponibile sul sito del Parco e inviarla via mail all'indirizzo:

📧 centroservizi.villetta@parcoabruzzo.it

Nei link dedicati sono disponibili anche tutte le informazioni utili sui turni e sulle modalità di partecipazione.

Per maggiori informazioni è possibile:

📞 telefonare al 0864 89102
🌐 consultare la sezione del sito dedicata al volontariato:

Vi aspettiamo per vivere insieme il Parco e contribuire alla tutela della sua straordinaria natura.

Scadenza: 30/09/2026

martedì 3 marzo 2026

A Palazzo Chigi la Proclamazione della Capitale del Mare 2026

Arriva l’ora più attesa ed al contempo emozionante per Gaeta, candidata al titolo di Capitale Italiana del Mare 2026. Mercoledì 4 marzo, alle ore 11:00, la delegazione cittadina sarà accolta nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma per la cerimonia di proclamazione. La città attende il verdetto con la consapevolezza di chi ha già centrato l'obiettivo più ambizioso: la creazione di un ecosistema corale dove patrimoni storici, scientifici e culturali si fondono in un progetto di comunità senza precedenti. Con il dossier “Gaeta, Città della Cultura del mare. Blu: oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, la candidatura trascende i confini locali per proporsi come un’iniziativa di respiro nazionale, capace di rimettere l'elemento marino al centro delle strategie educative, sociali ed economiche del Paese.

Il progetto poggia su un partenariato di eccezionale spessore che vede in prima linea la Regione Lazio, con il Presidente Francesco Rocca, l’Assessore Giancarlo Righini e il Consigliere Cosmo Mitrano. Al loro fianco, le province di Latina e Caserta, le Aree Metropolitane di Roma e Napoli e ben 22 Comuni costieri. Fondamentale il supporto della Camera di Commercio Frosinone-Latina guidata da Giovanni Acampora, dell’AdSP del Mar Tirreno Centro-Settentrionale e dell’Università di Cassino. La rete coinvolge oltre 80 partner, tra cui spiccano l'Istituto e l'ITS Academy “Caboto”, eccellenze della formazione marittima italiana.

Questa coalizione rappresenta idealmente 400 chilometri di costa tirrenica, unendo centri come Civitavecchia, Fiumicino, Formia, Pozzuoli e le isole di Ponza e Procida, fino a giungere in Sicilia con Catania. Gaeta si conferma così il baricentro operativo di una macroarea legata da millenni al mare, custode di memorie che spaziano dal mito di Ulisse alla Battaglia di Lepanto, dalle imprese di Caboto fino alla genesi della Marina Militare Italiana.

“Gaeta incarna la sintesi perfetta tra storia e futuro del mare. La sua capacità di coniugare vocazione portuale e sostenibilità la rende un modello di Blue Economy per l'intera nazione.” — Francesco Rocca (Pres. Regione Lazio) e Giancarlo Righini (Ass. Bilancio)

• 42 eventi di rilievo internazionale durante l'anno;

• 16 opere pubbliche permanenti destinate a cambiare il volto della città;

• Investimenti stimati tra 45 e 50 milioni di euro;

• 9 progetti territoriali integrati in una governance multilivello.

“Il modello che traspare dal dossier travalica i confini della città - spiega il consigliere regionale ed ex sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano -, diventa un manifesto di valore che punta in tutto per tutto sulla risorsa mare, raccogliendo” tante adesioni. Tutti insieme facciamo squadra. Gaeta è l'elemento rappresentativo per tutto il centro sud, faro e modello di un progetto di crescita, sviluppo, benessere, che può consentirci di guardare al futuro con grandi prospettive e certezze”.

Il cuore del progetto è il “Paradigma Blu”: se il "Green" ha focalizzato l'attenzione sulla protezione ambientale, il "Blu" di Gaeta mette al centro l'uomo. Il mare non è solo risorsa economica, ma spazio di benessere e rigenerazione. Questa visione si articola in tre pilastri: il Centro Permanente di Educazione al Mare (Ocean Literacy), il Museo Diffuso del Mare (tra innovazione e digital twin) e la Piattaforma del Mare come terapia, volta a valorizzare i benefici psicofisici degli ambienti acquatici.

“Siamo giunti a questo appuntamento con l'orgoglio di chi sa di aver costruito qualcosa di duraturo. – ha commentato il sindaco Cristian Leccese - Indipendentemente dal verdetto della Presidenza del Consiglio, Gaeta ha già vinto la sua sfida più grande: non abbiamo partecipato a un semplice bando, ma abbiamo tracciato una rotta strategica per il futuro dell'Italia. Abbiamo dimostrato che l'unione territoriale e l'innovazione culturale possono trasformare il mare in un asset di sviluppo sociale senza eguali. Questa candidatura è la scintilla di un processo di rigenerazione che metterà le nostre radici marittime al servizio delle prossime generazioni.”

Il 2026 coinciderà inoltre con due celebrazioni storiche: il centenario della Scuola Nautica della Guardia di Finanza e quello del PIME, custode del Santuario della Montagna Spaccata. Un luogo dove fede e natura si incontrano in una fenditura rocciosa che, come vuole la tradizione evangelica, si affaccia maestosa sulle onde, sigillando il legame eterno tra Gaeta e il suo mare.

domenica 15 febbraio 2026

Aperta la call per The School of Narrative Dance di Marinella Senatore per L’Aquila 2026

È aperta la open call indirizzata a singoli cittadini di ogni età, associazioni, gruppi e comunità eterogenee per partecipare a SOND The School of Narrative Dance, il progetto ideato dall’artista Marinella Senatore, finanziato dal Comune dell’Aquila nell’ambito del programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 e presentato dalla Fondazione MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

The School of Narrative Dance è un progetto artistico partecipativo, che arriva all’Aquila dopo essere stato sperimentato già in altri Paesi, per creare insieme lavorando attraverso il movimento, la musica, la voce e la presenza. Il progetto culminerà, domenica 7 giugno, in una grande parata collettiva che attraverserà le strade della città: non una performance convenzionale, ma un rituale aperto e inclusivo, che prende forma a partire dai partecipanti stessi.

L’appuntamento sarà organizzato nel corso di alcuni incontri guidati, basati sull’ascolto reciproco, sulla consapevolezza del gruppo e sulla costruzione di una presenza condivisa che si terranno nei prossimi mesi, da marzo a maggio, presso il MAXXI L’Aquila. La partecipazione non richiede l’apprendimento di nuove abilità, né la preparazione di coreografie o repertori specifici.

Durante il percorso, tutte le arti, tutti i corpi e tutte le esperienze si troveranno a convivere in uno spazio comune e la performance finale sarà, nelle intenzioni di Marinella Senatore “un’esperienza fisica e sociale, un atto di incontro e di appartenenza”. Il progetto ha infatti l’obiettivo di connettere la comunità che si riconosce proprio nella pluralità e nella diversità dei suoi partecipanti.

Per partecipare, è necessario rispondere alla open call entro il 10 marzo alle 12 scrivendo all’indirizzo maxxilaquila@fondazionemaxxi.it. - MAXXI L'Aquila

domenica 1 febbraio 2026

#inCampania | La Valle dei Mulini - Riserva statale Valle delle Ferriere

l sentiero parte dal borgo di Pontone. Da Piazza San Giovanni si dirige subito a nord-ovest in leggera salita e, attraversando graziosi vicoli, prosegue in discesa tra muri di cinta che delimitano orti e vigneti. Di tanto in tanto una porticina socchiusa consente di gettare lo sguardo negli agrumeti, protetti dai caratteristici pergolati realizzati con lunghe pertiche di castagno. Gli orti terrazzati occupano ogni spazio strappato alla pendenza del versante. Alla fine del tratto pavimentato ci si immette sul sentiero CAI n. 23 (proveniente da Chiorito, frazione di Amalfi). L’affaccio sulla sinistra regala una magnifica vista sulla valle e su Amalfi. Sul versante opposto, in alto, si intravedono le case di Pogerola. Più a monte la valle è chiusa tra alte pareti calcaree, traforate da grotte e anfratti. Sullo stesso versante si scorge un tubo che scende dalla montagna, nascosto dalla vegetazione: è la condotta forzata di una vecchia centrale elettrica. Si giunge poi a una biforcazione: il sentiero di destra risale verso la parte alta della valle, mentre quello a sinistra raggiunge la ferriera dopo essere passato su un ponticello. L’edificio, ormai ridotto a rudere, è enorme e sormonta la valle con un ampio arco sotto il quale il torrente si getta in una cascata.

È proprio l’acqua l’elemento predominante nella valle: in passato veniva utilizzata per muovere i macchinari della ferriera (e delle cartiere di Amalfi). L’acqua veniva convogliata all’impianto mediante un canale, ancora ben visibile, che nell’ultima parte corre su un breve viadotto. In questo punto il sentiero svolta a gomito e si dirige verso valle.
Passando invece sotto il ponte della condotta ci si incammina sulla sponda sinistra del torrente, per poi passare (dopo 5 minuti) dall’altra parte, servendosi di un rudimentale ponte (tronco). Un breve itinerario in salita consente di guadagnare circa 50 metri di quota, per poi seguire un’altra condotta (quella della centrale elettrica) fino a due chiuse che preludono alla recinzione della Riserva Naturale Statale Valle delle Ferriere.
Qui il torrente riceve diversi affluenti che formano cascate di diverse altezze, nebulizzando l’acqua: l’ambiente è umido e freschissimo anche in piena estate. All’interno della riserva si possono osservare una bella cascata e molti esemplari della felce endemica Woodwardia radicans.
Si fa poi ritorno per la stessa strada alla ferriera, e da qui si imbocca il sentiero CAI n. 25 che, tutto in discesa e sempre in ombra, conduce ad Amalfi in circa 45 minuti. Lungo la discesa, costeggiando il torrente che forma numerose rapide e piccole cascate, si passa accanto ai ruderi di vecchie cartiere, che hanno reso celebre la carta di Amalfi. Poco più avanti il torrente si inforra e scorre circa 20 metri più in basso rispetto al sentiero. Segue un tratto pietroso, poi inizia la strada lastricata che, tra muretti e agrumeti a perdita d’occhio, annuncia le porte di Amalfi.
Al centro della cittadina, oltre al duomo e al chiostro del Paradiso, si può visitare una vecchia cartiera recentemente restaurata www.parcoregionaledeimontilattari.it
La riserva Valle delle Ferriere è un'area naturale protetta situata nel comune di Scala, in provincia di Salerno. Il suo nome deriva dalla presenza delle antiche ferriere della Repubblica Amalfitana, le quali erano attive soprattutto nella produzione di chiodi per le imbarcazioni.

La riserva è di grande interesse da un punto di vista botanico e fitogeografico, dato che conserva al suo interno numerosi esemplari di Woodwardia radicans, una felce arborea risalente al Cenozoico.
La Riserva occupa una profonda vallata situata nel versante amalfitano della Penisola Sorrentina; quest'ultima è costituita prevalentemente da calcari cretacei che poggiano su dolomie del Trias superiore. Localmente sono presenti spessi depositi piroclastici provenienti dal complesso Somma-Vesuvio. Il carsismo dell'area determina la presenza di numerose sorgenti che alimentano un corso d'acqua a carattere permanente sul fondo del vallone.

Ci sono diversi accessi per visitare la Valle, uno dei quali è da San Lazzaro, Agerola. Arrivati a San Lazzaro, seguire l'indicazione Monte Murillo. Si imbocca una stradina in salita e molto ripida. Ad un certo punto la stradina termina e si prosegue a piedi seguendo le indicazioni per il sentiero. Per raggiungere quest'ultimo è necessario percorrere una scalinata e poi un sentiero boschivo che conduce al percorso vero e proprio, che dura circa due ore e trenta. Altre vie di accesso sono da Amalfi e Pogerola. Il punto di partenza può anche essere la piazzetta di Pontone, piccolo borgo arroccato sulla Costiera amalfitana, adagiato su terrazzi ricchi di limoneti tipici della zona. Il percorso è un alternarsi di piccole salite e discese dove oltre ad ammirare il panorama si possono sentire i profumi tipici della costiera amalfitana. Arrivati alla metà del percorso si possono ammirare le antiche ferriere. L'ultimo tratto dell'itinerario è un po' più difficoltoso, in quanto ci sono gradini ripidi, scavati nella roccia che però possono essere percorsi in sicurezza.

Fauna
I corsi d'acqua ospitano fauna acquatica molto interessante costituita da numerose specie di insetti, in particolare Efemerotteri e anche da vertebrati tra i quali spicca la presenza della salamandrina dagli occhiali, un endemismo italiano, oltre che la salamandra pezzata ed il rospo comune. Nelle zone boscose ed in quelle di macchia o delle rupi si ritrovano il falco pellegrino, varie specie di uccelli passeriformi nidificanti e migratori: il picchio rosso maggiore e, tra i rettili, il saettone, la vipera ed il ramarro.
Flora
La complessa geomorfologia del territorio, unitamente alle variazioni microclimatiche, determina un tipico esempio di "inversione della vegetazione"; infatti, mentre sul fondo del vallone è presente un bosco misto mesofilo, le pareti sovrastanti ospitano formazioni vegetali mediterranee (gariga, macchia). Di notevole interesse fitogeografico sono: la felce bulbifera (Woodwardia radicans), Pteris cretica, Pteris vittata, la carnivora Pinguicola hirtiflora, la parnassia, l'arisaro codato (Arisarum proboscideum), Carex grioletii. it.wikipedia.org

domenica 18 gennaio 2026

𝐂𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐚𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐟𝐢𝐝𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐠𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Tutto pronto per il primo atto ufficiale di un cammino ambizioso e identitario: la presentazione della candidatura di Gaeta quale Capitale Italiana del Mare 2026. L’appuntamento è fissato per lunedì 19 gennaio alle ore 11 nella solenne cornice del Castello Angioino, simbolo della città proteso sul mare e sede dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.



L’iniziativa Capitale Italiana del Mare 2026, promossa dal Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare in collaborazione con il MEF, mira a porre al centro dell’agenda nazionale la tutela dell’ambiente marino e lo sviluppo della Blue Economy. Gaeta risponde a questa chiamata con un progetto corale.

Quella di Gaeta non è una candidatura isolata, ma l'espressione di una forza territoriale senza precedenti. La governance vede infatti schierati, accanto al Comune di Gaeta, la Camera di Commercio Frosinone-Latina e l’Università di Cassino. Aderiscono la Regione Lazio, le Province di Latina e Caserta, le Città Metropolitane di Napoli e Roma e ben 19 Comuni tra Lazio e Campania(Tarquinia, Civitavecchia, Latina, S. Felice Circeo, Sabaudia, Fondi, Itri, Formia, Ponza, Minturno, Mondragone, Castelvolturno, Cellole, Sessa Aurunca, Bacoli, Giugliano in Campania, Procida, Monte di Procida, Pozzuoli oltre al sostegno di Catania) e una rete imponente che coinvolge oltre 80 partner tra enti pubblici, associazioni, istituti scolastici e stakeholder privati.

Il dossier di candidatura, dal titolo evocativo “Oltre l’orizzonte, nelle radici dell’Essere!”, non è quindi solo un documento tecnico, ma il manifesto di una macroarea che abbraccia il Tirreno dal Golfo di Napoli fino ai confini della Toscana.

Novità dell’ultim’ ora l’adesione della Città Metropolitana di Roma. “Gaeta rappresenta un esempio emblematico di città profondamente legata al mare, non solo sotto il profilo geografico ed economico, ma anche per la sua plurisecolare cultura marinara, che ha saputo intrecciare storia, tradizioni, identità e sviluppo del territorio.- scrive il sindaco Gualtieri nella lettera di adesione - Il mare ha costituito nei secoli un elemento fondativo della comunità gaetana, modellandone il tessuto sociale, le attività produttive, il patrimonio culturale e il rapporto quotidiano tra cittadini e ambiente.”

“La candidatura di Gaeta – prosegue Gualtieri - assume un valore particolarmente significativo anche in relazione al ruolo del mare quale risorsa strategica da preservare, tutelare e valorizzare in un’ottica di sostenibilità ambientale, innovazione e responsabilità intergenerazionale. In un contesto storico caratterizzato da profonde sfide ambientali e climatiche, Gaeta si propone come laboratorio virtuoso di buone pratiche, capace di coniugare tutela degli ecosistemi marini, sviluppo economico sostenibile e promozione culturale.”

“Ringrazio il sindaco Gualtieri – afferma il primo cittadino di Gaeta Cristian Leccese - Candidare Gaeta a Capitale Italiana del Mare 2026 è una scelta che nasce dal cuore e da una visione profonda del nostro futuro. Abbiamo lavorato incessantemente per costruire un progetto che non fosse una semplice formalità, ma un atto di amore e passione verso le nostre radici e il nostro mare. Non cerchiamo solo un titolo, ma vogliamo onorare millenni di storia marittima proiettandoli verso l'innovazione e la sostenibilità.”

Una emozione in più: direttamente dal Castello Angioino verrà inviata al Ministero la Pec di partecipazione comprensiva di documentazione.

La sfida per il 2026 è aperta: Gaeta è pronta a navigare verso l'orizzonte - Città di Gaeta 

domenica 21 dicembre 2025

Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise | L'orsa Nina torna in Natura

Nei giorni scorsi, il personale del Servizio Scientifico e Veterinario del Parco, insieme al Servizio di Sorveglianza, ha curato un momento delicato e importante: il ritorno in Natura dell'orsa Nina.

Prima del rilascio, Nina era stata sottoposta a un'attenta visita sanitaria, come previsto dalle "Linee guida per il rilascio in natura di cuccioli di orso bruno marsicano", a garanzia della sua salute e delle migliori possibilità di adattamento in ambiente naturale.

Già da alcune settimane si era provveduto a ridurre l'alimentazione dell'orsetta e Nina trascorreva sempre più tempo in tana, segnali evidenti di un metabolismo in rallentamento e dell'avvicinarsi dell'ibernazione. Per questo, anche alla luce di numerose variabili — spesso complesse e non sempre prevedibili, come le condizioni climatiche e le caratteristiche dei siti di rilascio — si è ritenuto che fosse il momento giusto per il suo ritorno in libertà.

I siti di rilascio sono stati individuati sulla base di criteri oggettivi e accurati: nel cuore del Parco, la presenza di potenziali aree di svernamento, una bassa densità umana, e non ultimo per importanza, la distanza dai centri abitati e dalle attività antropiche.

Secondo gli esperti, la scelta del momento e del luogo del rilascio dipendeva soprattutto dal peso e dal comportamento dell'orsetta. Da questo punto di vista, Nina ha raggiunto un traguardo importante: con i suoi 38 kg, le condizioni per affrontare l'inverno sono state ritenute adeguate.

L'operazione di rilascio si è svolta con la massima cura e riservatezza, per imprescindibili motivi di sicurezza. La stessa discrezione accompagnerà ora il monitoraggio di Nina, che è stata dotata di un radiocollare GSM.

Il Direttore del Parco, che ha seguito direttamente tutte le fasi dell'operazione, ha voluto ringraziare i tecnici per il lavoro svolto nella crescita e nella cura dell'orsetta, così come per l'intervento di rilascio, realizzato con successo anche grazie al supporto del Servizio di Sorveglianza.

«Ora inizia la parte più delicata — ha aggiunto — monitorarla a distanza e sperare con tutte le forze che Nina riesca a vivere libera, nel suo ambiente naturale e a contribuire alla sopravvivenza della sua specie».

Statisticamente non tutti i rilasci hanno esito positivo, come dimostrano le decine di casi in giro per l'Europa e il Nordamerica. Ma nella consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per sostenere Nina nel suo percorso di crescita, l'augurio è che la sua storia possa continuare, libera in Natura. Foto: Umberto Esposito - Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise

giovedì 11 dicembre 2025

Pescasseroli | PULSEE WINTER LIGHTS - Luminarie d’artista

Pescasseroli si prepara a brillare con la seconda edizione di PULSEE WINTER LIGHTS, un evento che unisce arte contemporanea, paesaggio e sostenibilità! Sabato 13 dicembre 2025, alle ore 18, in via Valle Cicala, daremo il via a questo straordinario percorso artistico luminoso, realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Pescasseroli, il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, ARTEPARCO e la compagnia energetica PULEE LUCE E GAS main sponsor
 

🎨 Quest’anno siamo entusiasti di presentare l’opera del artista abruzzese Matteo Fato, che svelerà la sua installazione site-specific intitolata “Il paesaggio non chiude mai gli occhi”. Questa creazione riflette sulla profonda relazione tra l'essere umano e l'ambiente naturale, invitando tutti noi a considerare l'importanza di custodire il nostro patrimonio naturale.

💡 Al centro dell’installazione, una frase in neon, “LA NATURA CHIEDE ALLA PITTURA DI NON DIMENTICARLA”, racchiude la poetica e l’intento dell'artista, rendendo omaggio alla bellezza unica del paesaggio. L'installazione include anche tre suggestive immagini luminose che evocano simboli di connessione con la natura, invitando il pubblico a riflettere sulla complessità del nostro rapporto con l’ambiente.

🌍 La sostenibilità è un valore fondamentale di questo progetto: le luminarie sono alimentate da energia certificata 100% rinnovabile, e le emissioni di CO₂ saranno compensate attraverso Garanzie d’Origine. Un passo importante verso una nuova consapevolezza energetica!

💬 Paride Vitale, ideatore del progetto, esprime la sua gioia: “Portare queste luminarie nel luogo in cui sono cresciuto è una grande emozione. Con PULSEE WINTER LIGHTS estendiamo la vocazione di ARTEPARCO al cuore del paese, trasformandolo in un museo diffuso.”

Ti aspettiamo il 13 dicembre per un’inaugurazione che non dimenticherai!

#PULSEEWINTERLIGHTS #ArteParco #Pescasseroli #Sostenibilità #MatteoFato #LuminarieDartista #Natura #ArteContemporanea #PNALM - Comune di Pescasseroli

#Lebelleitalie, #sportivamente | Novembre 2026

I Mondiali di Ningbo aprono i tornei di qualifica olimpica: pronti Massidda, Magistris e Toko Kegne