venerdì 24 aprile 2026

Capitale italiana della Cultura 2027 - Pordenone (Friuli Venezia Giulia)

"Il dossier propone un modello di valorizzazione culturale innovativo e inclusivo, capace di coniugare tradizione e contemporaneità. L’approccio strategico mira a rafforzare l’identità del territorio attraverso progetti che intrecciano patrimonio storico, arti visive, cinema e partecipazione attiva della comunità. Particolarmente apprezzata è la capacità di attivare un processo di coinvolgimento diffuso che reinterpreta il legame tra memoria, territorio e creatività.
☑️ Il progetto si distingue per la volontà di rendere la cultura un motore di sviluppo sostenibile, con un programma articolato lungo l’intero anno, capace di attrarre un pubblico ampio e diversificato. La strategia di investimento è solida e coerente con gli obiettivi, con un impatto atteso significativo sul tessuto socio-economico. ☑️ Apprezzata, inoltre, l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema museale, universitario e realtà associative, che garantisce una rete solida e partecipativa. La particolare attenzione rivolta ai giovani, non solo come fruitori ma come protagonisti del processo creativo, conferma la visione dinamica e inclusiva del progetto".
Capitali della Cultura
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Savona, città in trasformazione, sceglie la cultura per creare “nuove rotte”, un laboratorio di idee e innovazione dove produrre nuove visioni urbane. 40 Comuni, 9 città del Nord Ovest, 9 italiane, 9 del Mediterraneo, per esplorare le sfide contemporanee e tracciare il futuro della nostra società”
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Sant'Andrea di Conza Capitale Italiana della Cultura 2027 è la creazione di un circuito culturale stabile e innovativo nel cuore dell'Alta Irpinia. Il progetto Incontro Tempo unisce 25 Comuni e altre 70 realtà: un mosaico di storia, arti e natura, un'esperienza unica tra enogastronomia e tradizioni”. #santandreadiconza 
Con il dossier dal titolo “Cuore del Mediterraneo", REGGIO CALABRIA è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027.
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Reggio Calabria, crocevia di culture differenti e complementari, si candida puntando sulla propria autenticità e sul ruolo di baricentro del Mediterraneo; da sempre luogo di incontro e di accoglienza, la città promuove la cultura della solidarietà, dell'inclusione e del dialogo pacifico tra i popoli". - Città di Reggio Calabria 
Con il dossier dal titolo “Pordenone 2027. Città che sorprende”, PORDENONE è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027.
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Dietro lo sguardo operoso di città industriale, Pordenone sorprende. Sotto la superficie nasconde uno spirito ribelle fatto di arte, musica e libri, con cui si candida a diventare capitale della cultura, a rivelarsi ed esplorare una nuova idea di città, più bella, sostenibile e inclusiva”
Con il dossier dal titolo “Pompei Continuum”, POMPEI è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027.
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Pompei Continuum risveglia l'arte e la cultura di Pompei, promuove la partecipazione attiva dei cittadini per una crescita sostenibile. Puntiamo alla rigenerazione urbana e turistica, inclusiva e solidale, con il sostegno di Parco Archeologico di Pompei, Pontificio Santuario di Pompei e UNESCO”.
Con il dossier dal titolo “Una cultura come il mare”, LA SPEZIA è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027.
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Una cultura come il mare. LaSpezia2027 intende promuovere con la cultura un nuovo modo di vivere il rapporto tra l'uomo e il mare. Con creatività e sensibilità artistica, la città vuole proporre soluzioni per affrontare le sfide del presente e costruire un futuro sostenibile”
Con il dossier dal titolo “La bella tra terra e mare”, GALLIPOLI è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027.
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Gallipoli è nel mare, è del mare, un’isola e una terraferma, un crogiuolo uterino di bellezza, nel cuore del Mediterraneo. Una città che vuole continuare a lavorare nel solco dell’inclusione sociale e della conversione green, detonando il suo patrimonio biblio museale unico, i teatri, biodiversità”.
Con il dossier dal titolo “Navigare il futuro”, BRINDISI è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027. -  Comune di Brindisi
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“Brindisi si candida a Capitale italiana della Cultura 2027 puntando sulla conoscenza come motore di rigenerazione urbana ed economica. Attraverso le transizioni digitali, energetiche ed ecologiche, mira a creare un investimento potente sulla cultura del territorio”.
Con il dossier dal titolo “Terra dell’altrove" ALIANO è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027. Comune di Aliano MT
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto di candidatura:
“La candidatura di Aliano 2027 si inserisce in un percorso tracciato da anni di lavoro sul territorio e per il territorio, con l’ambizione di compiere un ulteriore passo in avanti verso un modello di sviluppo a base culturale duraturo nel tempo e generare positivi effetti su scala regionale”.
Con il dossier dal titolo “Pietramadre”, ALBEROBELLO è una delle dieci finaliste di Capitale Italiana della Cultura 2027. - Alberobello 2027: Pietramadre - Candidata a Capitale italiana della Cultura.
Al Ministero della Cultura ha raccontato così il progetto:
“Alberobello 2027, un patrimonio di bellezza fondato sulla pietra. Una terra che testimonia al mondo la sua energia centripeta, attrattiva, oggi libera la sua energia centrifuga identitaria. Le architetture relazionali diventano motore di nuovo sviluppo, modello di nuovo turismo, seme di nuova vita”.
Sono 20 le città italiane ad aver inviato la manifestazione d’interesse per concorrere al titolo di Capitale italiana della Cultura, edizione 2027.
I Comuni che hanno risposto al bando entro la scadenza dei termini del 3 luglio sono:
  1. Acerra (provincia di Napoli, Campania); 
  2. Aiello Calabro (provincia di Cosenza, Calabria); 
  3. Alberobello (provincia di Bari, Puglia); 
  4. Aliano (provincia di Matera, Basilicata);  - Aliano presenta a Potenza la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2027
  5. Brindisi (Puglia); 
  6. Caiazzo (provincia di Caserta, Campania); 
  7. Fiesole (provincia di Firenze, Toscana); 
  8. Gallipoli (provincia di Lecce, Puglia); 
  9. La Spezia (Liguria); 
  10. Loreto Aprutino (provincia di Pescara, Abruzzo); 
  11. Massa (provincia di Massa-Carrara, Toscana); 
  12. Mazzarino (provincia di Caltanissetta, Sicilia); 
  13. Morano Calabro (provincia di Cosenza, Calabria); 
  14. Pompei (provincia di Napoli, Campania); 
  15. Pordenone (Friuli Venezia Giulia); 
  16. Reggio Calabria (Calabria); 
  17. Santa Maria Capua Vetere (provincia di Caserta, Campania); 
  18. Sant’Andrea di Conza (provincia di Avellino, Campania); 
  19. Savona (Liguria); 
  20. Taverna (provincia di Catanzaro, Calabria).
Le candidature saranno valutate da una Giuria, che selezionerà tra queste le dieci città finaliste, entro il 12 dicembre 2024. A seguito di audizioni pubbliche, che si svolgeranno entro il 12 marzo 2025, la procedura di valutazione si concluderà entro il 28 marzo 2025 con la proclamazione della Capitale italiana della cultura 2027.
La città vincitrice, grazie anche al contributo statale di un milione di euro, potrà realizzare le attività progettate nel dossier e rilanciare il proprio territorio attraverso la cultura.
L’ultima città ad essere insignita del titolo è stata L’Aquila per il 2026. La Capitale italiana della Cultura in carica è Pesaro, a cui seguirà il prossimo anno Agrigento.

domenica 8 marzo 2026

Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise | Volontari per la Natura: aperte le iscrizioni ai turni 2026

C'è un modo speciale per conoscere davvero il Parco: viverlo ogni giorno, accanto a chi lo protegge e se ne prende cura. Anche per il 2026 tornano i turni di 

"Volontari per la Natura", il programma di volontariato del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise che da oltre trent'anni permette a tante persone di vivere un'esperienza diretta di conservazione e di scoperta della natura.

Il volontariato nei Parchi ha una storia lunga e affascinante. Nasce dallo spirito e dai valori dei pionieri dell'ambientalismo che, più di un secolo fa, contribuirono alla nascita dei primi Parchi Nazionali nel Nord America. Ancora oggi essere volontari significa mettere a disposizione tempo ed energie per conoscere da vicino la complessità della gestione di un'Area Protetta e, allo stesso tempo, vivere la natura in modo autentico, contribuendo alla tutela di un patrimonio naturale e culturale che appartiene a tutti.

Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise porta avanti questo programma dal 1992: in oltre trent'anni migliaia di volontarie e volontari hanno partecipato alle attività del Parco, avvicinandosi concretamente alla natura e ai temi della conservazione. Un progetto che si è evoluto nel tempo, rinnovandosi di anno in anno ma mantenendo intatto il suo spirito originario.

Per il 2026 sono previsti 8 turni della durata di 8 giorni, in programma dal 30 aprile al 28 settembre, che si svolgeranno nei versanti laziali e molisani dell'Area Protetta, in collaborazione con gli operatori del territorio.

Come ogni anno sarà possibile partecipare scegliendo tra cinque diverse tipologie di volontariato, pensate per coinvolgere pubblici differenti:

  • Junior

  • Senior

  • Specialista

  • Family

  • Scuole

Come partecipare

Per iscriversi ai turni di "Volontari per la Natura" è sufficiente compilare la scheda disponibile sul sito del Parco e inviarla via mail all'indirizzo:

📧 centroservizi.villetta@parcoabruzzo.it

Nei link dedicati sono disponibili anche tutte le informazioni utili sui turni e sulle modalità di partecipazione.

Per maggiori informazioni è possibile:

📞 telefonare al 0864 89102
🌐 consultare la sezione del sito dedicata al volontariato:

Vi aspettiamo per vivere insieme il Parco e contribuire alla tutela della sua straordinaria natura.

Scadenza: 30/09/2026

martedì 3 marzo 2026

A Palazzo Chigi la Proclamazione della Capitale del Mare 2026

Arriva l’ora più attesa ed al contempo emozionante per Gaeta, candidata al titolo di Capitale Italiana del Mare 2026. Mercoledì 4 marzo, alle ore 11:00, la delegazione cittadina sarà accolta nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma per la cerimonia di proclamazione. La città attende il verdetto con la consapevolezza di chi ha già centrato l'obiettivo più ambizioso: la creazione di un ecosistema corale dove patrimoni storici, scientifici e culturali si fondono in un progetto di comunità senza precedenti. Con il dossier “Gaeta, Città della Cultura del mare. Blu: oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, la candidatura trascende i confini locali per proporsi come un’iniziativa di respiro nazionale, capace di rimettere l'elemento marino al centro delle strategie educative, sociali ed economiche del Paese.

Il progetto poggia su un partenariato di eccezionale spessore che vede in prima linea la Regione Lazio, con il Presidente Francesco Rocca, l’Assessore Giancarlo Righini e il Consigliere Cosmo Mitrano. Al loro fianco, le province di Latina e Caserta, le Aree Metropolitane di Roma e Napoli e ben 22 Comuni costieri. Fondamentale il supporto della Camera di Commercio Frosinone-Latina guidata da Giovanni Acampora, dell’AdSP del Mar Tirreno Centro-Settentrionale e dell’Università di Cassino. La rete coinvolge oltre 80 partner, tra cui spiccano l'Istituto e l'ITS Academy “Caboto”, eccellenze della formazione marittima italiana.

Questa coalizione rappresenta idealmente 400 chilometri di costa tirrenica, unendo centri come Civitavecchia, Fiumicino, Formia, Pozzuoli e le isole di Ponza e Procida, fino a giungere in Sicilia con Catania. Gaeta si conferma così il baricentro operativo di una macroarea legata da millenni al mare, custode di memorie che spaziano dal mito di Ulisse alla Battaglia di Lepanto, dalle imprese di Caboto fino alla genesi della Marina Militare Italiana.

“Gaeta incarna la sintesi perfetta tra storia e futuro del mare. La sua capacità di coniugare vocazione portuale e sostenibilità la rende un modello di Blue Economy per l'intera nazione.” — Francesco Rocca (Pres. Regione Lazio) e Giancarlo Righini (Ass. Bilancio)

• 42 eventi di rilievo internazionale durante l'anno;

• 16 opere pubbliche permanenti destinate a cambiare il volto della città;

• Investimenti stimati tra 45 e 50 milioni di euro;

• 9 progetti territoriali integrati in una governance multilivello.

“Il modello che traspare dal dossier travalica i confini della città - spiega il consigliere regionale ed ex sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano -, diventa un manifesto di valore che punta in tutto per tutto sulla risorsa mare, raccogliendo” tante adesioni. Tutti insieme facciamo squadra. Gaeta è l'elemento rappresentativo per tutto il centro sud, faro e modello di un progetto di crescita, sviluppo, benessere, che può consentirci di guardare al futuro con grandi prospettive e certezze”.

Il cuore del progetto è il “Paradigma Blu”: se il "Green" ha focalizzato l'attenzione sulla protezione ambientale, il "Blu" di Gaeta mette al centro l'uomo. Il mare non è solo risorsa economica, ma spazio di benessere e rigenerazione. Questa visione si articola in tre pilastri: il Centro Permanente di Educazione al Mare (Ocean Literacy), il Museo Diffuso del Mare (tra innovazione e digital twin) e la Piattaforma del Mare come terapia, volta a valorizzare i benefici psicofisici degli ambienti acquatici.

“Siamo giunti a questo appuntamento con l'orgoglio di chi sa di aver costruito qualcosa di duraturo. – ha commentato il sindaco Cristian Leccese - Indipendentemente dal verdetto della Presidenza del Consiglio, Gaeta ha già vinto la sua sfida più grande: non abbiamo partecipato a un semplice bando, ma abbiamo tracciato una rotta strategica per il futuro dell'Italia. Abbiamo dimostrato che l'unione territoriale e l'innovazione culturale possono trasformare il mare in un asset di sviluppo sociale senza eguali. Questa candidatura è la scintilla di un processo di rigenerazione che metterà le nostre radici marittime al servizio delle prossime generazioni.”

Il 2026 coinciderà inoltre con due celebrazioni storiche: il centenario della Scuola Nautica della Guardia di Finanza e quello del PIME, custode del Santuario della Montagna Spaccata. Un luogo dove fede e natura si incontrano in una fenditura rocciosa che, come vuole la tradizione evangelica, si affaccia maestosa sulle onde, sigillando il legame eterno tra Gaeta e il suo mare.

"𝗟𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻𝗶𝘀𝗰𝗲": 𝘂𝗻 𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗶𝗼 𝗮𝗹 𝗻𝗼𝗶

Anche per l’anno scolastico 2025/2026, il Parco ha aderito al progetto extrascolastico “La scuola che unisce”, proposto dal Comune di Villet...