lunedì 24 gennaio 2022

#NarrazioniOlimpiche - Italia Team ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022.

Sono 118 gli atleti dell’Italia Team impegnati ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022. Nella rassegna a cinque cerchi che prenderà il via in il 4 febbraio ci saranno 46 azzurre (il 39% dell’intera spedizione) e 72 azzurri in gara in 14 delle discipline in programma fino al 20 febbraio. Numeri simili a quelli di PyeongChang 2018, quando in Corea l’Italia fu rappresentata da 122 atleti (48 donne e 74 uomini).
Per la Cina restano da definire soltanto i nomi dello sci alpino maschile, i cui 7 slot saranno resi noti domani al termine dello slalom maschile notturno in programma a Schladming. (foto Ferraro CONI) INFO - www.coni.it

Questo l’elenco degli iscritti con le Federazioni di appartenenza:

Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) - 86 atleti (51 uomini, 35 donne)

BIATHLON (10)

Uomini (5): Didier Bionaz, Thomas Bormolini, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Dominik Windisch.

Donne (5): Michela Carrara, Samuela Comola, Federica Sanfilippo, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer.

BOB (9) 

Uomini (8): Patrick Baumgartner, Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini, Robert Mircea, Josè Delmas Obou, Alex Pagnini, Mattia Variola, Alex Verginer.

Donne (1): Giada Andreutti.

COMBINATA NORDICA (4)

Uomini: Iacopo Bortolas, Raffaele Buzzi, Alessandro Pittin, Samuel Costa.

FREESTYLE (5)

Uomini (2): Simone Deromedis, Leonardo Donaggio.

Donne (3): Silvia Bertagna, Lucrezia Fantelli, Jole Galli.

SALTO (2)

Uomini (1): Giovanni Bresadola.

Donne (1): Jessica Malsiner.

SCI ALPINO (16)

Uomini (7): -

Donne (9): Marta Bassino, Federica Brignone, Elena Curtoni, Nadia Delago, Nicol Delago, Lara Della Mea, Sofia Goggia, Anita Gulli, Francesca Marsaglia.

SCI DI FONDO (12)

Uomini (6): Francesco De Fabiani, Davide Graz, Federico Pellegrino, Maicol Rastelli, Giandomenico Salvadori, Paolo Ventura.

Donne (6): Anna Comarella, Martina Di Centa, Caterina Ganz, Greta Laurent, Cristina Pittin, Lucia Scardoni.

SKELETON (3)

Uomini (2): Amedeo Bagnis, Mattia Gaspari.

Donne (1): Valentina Margaglio.

SLITTINO (8)

Uomini (5)Leon Felderer, Dominik Fischnaller, Kevin Fischnaller, Simon Kainzwaldner, Emanuel Rieder.

Donne (3): Verena Hofer, Andrea Voetter, Nina Zoeggeler.

SNOWBOARD (17)

Uomini (11): Daniele Bagozza, Edwin Coratti, Mirko Felicetti, Filippo Ferrari, Roland Fischnaller, Lorenzo Gennero, Emiliano Lauzi, Tommaso Leoni, Lorenzo Sommariva, Omar Visintin, Louis Philip Vito III.

Donne (6): Sofia Belingheri, Caterina Carpano, Lucia Dalmasso, Francesca Gallina, Michela Moioli, Nadya Ochner.

Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG) - 32 atleti (21 uomini, 11 donne)

CURLING (6)

Uomini (5): Sebastiano Arman, Mattia Giovanella, Simone Gonin, Amos Mosaner, Joel Thierry Retornaz.

Donne (1): Stefania Constantini.

PATTINAGGIO DI FIGURA (9)

Uomini (5): Filippo Ambrosini, Marco Fabbri, Daniel Grassl, Matteo Guarise, Matteo Rizzo.

Donne (4): Nicole Della Monica, Rebecca Ghilardi, Charlene Guignard, Lara Naki Gutmann.

PATTINAGGIO DI VELOCITÀ (7)

Uomini (6): David Bosa, Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, Jeffrey Rosanelli, Alessio Trentini.

Donne (1): Francesca Lollobrigida.

SHORT TRACK (10)

Uomini (5): Andrea Cassinelli, Yuri Confortola, Tommaso Dotti, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser.

Donne (5): Arianna Fontana, Cynthia Mascitto, Arianna Sighel, Arianna Valcepina, Martina Valcepina.

domenica 23 gennaio 2022

21 - 22 - 23 Gennaio 2022. Concorso Letterario e Racconto Sportivo │Sofia Goggia │Elena Curtoni │Dorothea Wierer

Dorothea Wierer ha vinto la mass start di Coppa del Mondo di biathlon disputata ad Anterselva, ultima prova sul massimo circuito prima delle Olimpiadi di Pechino 2022. Apparsa nella miglior forma stagionale, l’altoatesina ha dimostrato tutta la sua classe con una prova di coraggio e tenacia, arrivata solamente nei metri finali dei 12.5 km con un grande recupero sulla francese Chevalier-Bouchet. La grandezza della 31enne portacolori delle Fiamme Gialle è venuta fuori quando, nonostante i due errori ai primi due poligoni, ha trovato lo zero quando contava, mettendo in scena una rimonta splendida conclusa sull’ultima salita. Il suo tempo finale è stato di 35’58″7.
Seconda posizione per la bielorussa Dzinara Alimbekava, arrivata a 3″7 con un errore al tiro e terza posizione per Chevalier-Bouchet sprofondata a 11″6 (un errore). INFO
Elena Curtoni ha completato un fine settimana trionfale per i colori italiani con la vittoria nel supergigante femminile di Coppa del Mondo di sci alpino a Cortina d’Ampezzo. Sull’Olympia delle Tofane, la valtellinese è riuscita a centrare il secondo trionfo nel circuito iridato, a due anni di distanza dalla discesa di Bansko – dove ci fu l’ultima tripletta azzurra sul massimo circuito con Bassino e Brignone -, per la prima gemma nella “sua” specialità, dove già era salita due volte sul podio in questa stagione.
Il sesto superg stagionale conferma l’ottimo momento di forma della pattuglia italiana, dove sono arrivate cinque vittorie con tre atlete diverse. Una manche perfetta quella della trentenne portacolori dell’esercito, sul tracciato disegnato dal tecnico della ceca Ledecka Franz Gamper, terminando la sua prova in 1’20”98. Alle spalle dell’azzurra, per solamente 9 centesimi, l’austriaca Tamara Tippler al nono podio in carriera in Coppa del mondo. Terza posizione per l’elvetica Michelle Gisin a 24 centesimi.
Quarto posto per Federica Brignone, al miglior risultato in carriera sulla pista ampezzana, a soli 8 centesimi dalla Gisin. La trentunenne di La Salle è stata velocissima nei tratti più tecnici del percorso, fissando il cronometro sull’ 1’21”30. Ventunesimo posto finale per Marta Bassino, ventiquattresima Karoline Pichler, Nicol Delago ventiseiesima e Roberta Melesi ventisettesima.
Sofia Goggia ha terminato anzitempo la sua gara, a causa di una caduta in zona Scarpadon, tradita da una spigolata che l’ha fatta finire a terra. Out anche Francesca Marsaglia, così come Nadia Delago.
Classifica di specialità che continua a parlare italiano con Federica Brignone al primo posto a 377 punti, seguita da Elena Curtoni a 348 e Sofia Goggia a 332. Tutto invariato nella generale con Shiffrin a 981 punti, davanti a Vhlova e Goggia. (Foto FISI) INFO
22 Gennaio 2022 Non poteva sbagliare, non voleva fallire. Cortina l'ha incoronata, la Regina è lei. Più forte di tutto, più veloce di tutte. Sofia Goggia centra il sesto successo stagionale: è sua la discesa libera di Coppa del Mondo di sci alpino disputata sulle Tofane. L'olimpionica si è andata a prendere la vittoria - una settimana dopo la caduta di Altenmarkt - nonostante qualche errore: si è imposta con il tempo di 1'06"98 al termine di una prova accorciata per le forti raffiche di vento nella parte alta della pista. Alle spalle della 29enne bergamasca l'austriaca Ramona Siebenhofer (1'07"18) e la ceca Ester Ledecka (1'07"24).
Il trionfo di Cortina, come detto, è il 17° trionfo in carriera in Coppa (superata Deborah Compagnoni), il sesto stagionale, quarto in discesa dopo i due di Lake Louise del 3 e 4 dicembre e quello in Val d`Isère del 18 dicembre. In mezzo i successi in SuperG del 5 dicembre a Lake Louise e il 19 dicembre sempre in Val d`Isère. INFO
Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano prosegue nel solco della tradizione, ufficializzando i bandi del LV Concorso Letterario e del Racconto Sportivo. Il Concorso più antico, che ha contribuito negli anni alla produzione letteraria di contenuto sportivo e dato nuovo impulso agli studi specializzati in materia di sport, offre la possibilità agli autori italiani di partecipare, entro il 20 aprile 2022, con le opere editate nel 2021 nelle tre sezioni: INFO
  • 1) Narrativa - libri di poesie, romanzi o raccolte di racconti di pura creazione con argomento sportivo; 
  • 2) Saggistica - monografie, studi storico-letterari, biografie e simili, sempre di argomento sportivo; 
  • 3) Tecnica - studi specializzati in materia di sport.

sabato 15 gennaio 2022

2022 European Figure Skating Championships: Ice dance - Charlene Guignard e Marco Fabbri, Bronze

Europei di TallinnNella quarta ed ultima giornata della rassegna continentale a brillare sono Charlene Guignard e Marco Fabbri, leader azzurri della danza e per la seconda volta in carriera sul podio europeo. Come nel 2019, la coppia delle Fiamme Azzurre conquista un grande bronzo, confermando quanto già ipotecato nella rhythm dance di ieri.
Il tandem allenato da Barbara Fusar Poli ha portato oggi sul ghiaccio una free dance da 124.62 punti per un totale di 207.97, a meno di un punto dal loro stesso record italiano di 208.88. Belli, scorrevoli, intensi e solidi tecnicamente, Marco e Charlene hanno portato a termine l’ennesima prestazione di altissimo livello confermando un’estrema competitività ai più alti livelli lasciando oltre 11 punti sugli spagnoli Smart-Diaz, quarti classificati. Meglio degli azzurri soltanto i russi: i campioni del Mondo Sinitsina-Katsalapov hanno infatti trionfato a quota 217.96 punti con i connazionali Stepanova-Bukin piazzatisi alle loro spalle aggiudicandosi l’argento con 213.20 punti. INFO
Charlène Edith Magali Guignard (Brest, 12 agosto 1989) è una danzatrice su ghiaccio francese naturalizzata italiana.
Nata a Brest, in Bretagna, ha iniziato la sua carriera sportiva nello Sport et Patinage Brest, danzando al fianco di Guillaume Palumier dagli ISU JGP Junior Ice Dancing di Liberec 2006 con cui ha condiviso tutta la carriera giovanile ed il debutto nei campionati francesi nella stagione 2008-2009.

Dal 2010 si è trasferita nell'Agora Skating Team di Milano. In Italia ha iniziato a danzare col compagno Marco Fabbri, con cui intrattiene anche una relazione sentimentale, sotto la guida degli allenatori Barbara Fusar Poli e Igor Shpilband. I due hanno ottenuto il secondo posto in 6 edizioni consecutive ai Campionati italiani di pattinaggio di figura, chiudendo alle spalle della coppia Federica Testa e Christopher Mior a Milano 2011, e dietro a Anna Cappellini e Luca Lanotte a Courmayeur 2012, Milano 2013 e Merano 2014.
Marco Fabbri (Milano, 2 febbraio 1988) è un pattinatore artistico su ghiaccio e danzatore su ghiaccio italiano.
È fratello di Andrea Fabbri, anche lui danzatore su ghiaccio.
Ha cominciato la sua carriera nel pattinaggio di figura disputando i concorsi di artistico individuale, dove ha vinto la medaglia di bronzo ai campionati italiani di figura di Milano 2004 e Merano 2005, e quella d'argento a Trento 2007, chiudendo alle spalle di Karel Zelenka.
Nella stagione 2008-2009 si approccia alla danza su ghiaccio, danzando al fianco della comasca Paola Amati, con cui ha ottenuto il terzo posto ai campionati italiani junior ed il ventesimo ai campionati mondiali junior.
Dal 2010 ha iniziato a danzare con Charlène Guignard, sotto la guida degli allenatori Barbara Fusar Poli e Igor Shpilband. I due hanno ottenuto il secondo posto in 6 edizioni consecutive ai Campionati italiani di pattinaggio di figura, chiudendo alle spalle della coppia Federica Testa e Christopher Mior a Milano 2011, e dietro a Anna Cappellini e Luca Lanotte a Courmayeur 2012, Milano 2013 e Merano 2014.
link:

Daniel Grassl, Silver Men, 2022 European Figure Skating Championships

Agli Europei di Tallinn, in Estonia, Daniel Grassl riscrive la storia del pattinaggio di figura azzurro.
Il talento 19enne delle Fiamme Oro, nella terza delle quattro giornate di gara della rassegna continentale, recupera tre posizioni rispetto alla quinta piazza del programma corto e conquista una storica medaglia d'argento per l'Italia con il nuovo record nazionale, portato a quota 274.48 punti.
Per il meranese, allievo di Lorenzo Magri, si tratta del primo podio in carriera agli Europei dopo il quarto posto del 2020.
Per il movimento tricolore, invece, l'argento di Grassl supera lo splendido bronzo conquistato nel 2019 da Matteo Rizzo: come Daniel soltanto Samuel Contesti, argento a Helsinki 2009, e, a inizio anni Cinquanta, Carlo Fassi, capace di aggiudicarsi un argento oltre a ben due ori. Riferimenti storici che danno la portata dell'impresa di Grassl.
Sul ghiaccio della capitale estone,l'azzurro ha dato spettacolo: per lui secondo libero di giornata a quota 182.73 - nuovo record italiano nel segmento, dietro soltanto al russo Kondratiuk (187.50), poi vincitore della gara. Grassl ha impressionato per la pulizia di un programma ricchissimo dal punto di vista tecnico con ben tre salti quadrupli, ben figurando anche sotto il profilo artistico. Sul podio, alle sue spalle e quindi bronzo, si è piazzato il lettone Vasilejvs con 272.08 punti. FONTE
LINK:
EUROPEI PATTINAGGIO DI FIGURA, DANIEL GRASSL MERAVIGLIOSO: RIVIVI L'ARGENTO
Nel 2018 ha vinto la medaglia d'oro al Golden Bear di Zagabria dopo aver completato correttamente tre salti quadrupli, diventando il primo europeo ad atterrare correttamente un quadruplo loop in una competizione internazionale. Nel 2019 ha vinto la medaglia di bronzo ai campionati mondiali juniores.[4][5][6] È il vincitore dei Campionati italiani di pattinaggio di figura dal 2019 al 2022.
StagioneProgramma cortoProgramma libero
2021–2022
  • Nureyev (da The White Crow) di Ilan Eshkeri coreografia di Benoît Richaud
  • Interstellar di Hans Zimmer arrangiato da Cédric Tour
  • Armageddon di Trevor Rabin coreografia di Benoît Richaud

venerdì 12 novembre 2021

#Lebelleitalie. Il massiccio del Sirino - Basilicata

Il massiccio del Sirino è un massiccio montuoso della Basilicata che comprende alcune tra le maggiori cime dell'Appennino meridionale (Appennino lucano): Monte Papa (2005 m), Cima De Lorenzo (2004 m), Timpa Scazzariddo (1930 m) e Monte Sirino (1907 m), rappresentando l'estrema propaggine meridionale del Parco nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese.
La denominazione del massiccio prende il nome dalla vetta principale, che è superata in altezza solamente dal monte Papa.Il nome Sirino deriva a sua volta dal nome antico del fiume che vi nasce, Siris, l'attuale Sinni, la cui radice sanscrita sar significa scorrere, fluire. Alla foce del fiume, collegata al mar Ionio nel tratto costiero tra Policoro e Rotondella, anticamente era situata la città di Siris. Quando, nel V secolo a.C., fu vinta e distrutta dai tarantini, gli abitanti furono spinti nell'entroterra in direzione dell'alta valle del fiume, costituendo quei popoli sirini menzionati da Plinio che diedero poi il nome alla montagna.
Dall'aspetto imponente, ma compatto, il gruppo montuoso è situato a ridosso del mar Tirreno dominando il Golfo di Policastro, nella parte sud occidentale della regione Basilicata (comuni di Lagonegro e Lauria) a dominio delle valli solcate dai fiumi Noce, Sinni ed Agri.
Particolarmente ricche si presentano la flora e la fauna. Al di sopra dei 900 m fitti boschi di faggio si alternano a quelli di ontano (con le caratteristiche foglie cuoriformi), carpino, pioppo ed abete bianco; al di sotto di tale quota è l'habitat della quercia e del castagno.


Tra le specie animali in via d'estinzione è segnalata la presenza del lupo appenninico e del capriolo; tra i volatili, quella del gufo reale, dell'aquila reale, del falco pellegrino e del nibbio, con le due specie, bruno e reale. Piuttosto comuni sono i colombacci, le ghiandaie, i picchi rossi maggiori e i picchi verdi, le cornacchie grigie e i corvi imperiali.
Sul Sirino è presente un attrezzato comprensorio sciistico dove si può praticare sia lo sci alpino che lo sci di fondo. Il Comprensorio è servito da una seggiovia e da cinque moderne sciovie. A causa della posizione geografica favorevole, dell'abbondanza di precipitazioni nevose e dell'altitudine cui sono poste, le piste rimangono spesso aperte sino a primavera inoltrata. Soprattutto le due cime maggiori, il Papa e il Sirino, sono spesso meta di alpinisti ed escursionisti.
Sul Sirino è presente il Santuario della Madonna della Neve del Monte Sirino, molto venerata dai lagonegresi e dagli abitanti della Valle del Noce. it.wikipedia.org

"Trashed" from Skin's debut solo album, Fleshwounds.


martedì 2 novembre 2021

#Lebelleitalie. Giorgio Cagnotto - Tania Cagnotto

Cinque Olimpiadi da atleta, altrettante da commissario tecnico: basterebbe questo per comprendere il "peso" del valore di una leggenda come Giorgio Cagnotto. Assieme all'amico e rivale Klaus Dibiasi ha debuttato ai Giochi di Tokyo 1964, per poi passare attraverso Città del Messico 1968, Monaco 1972 e Montreal 1976, riportando a casa 2 argenti e un bronzo. E parte proprio da lì il racconto di Cagnotto, da quella che avrebbe dovuto essere l'ultima apparizione per entrambi: circostanze e concomitanze particolari fecero sì che il torinese decidesse di mettersi in corsa anche per Mosca 1980, chiudendo, allora sì, la sua carriera con un altro bronzo dal trampolino. Ma sempre assieme all'amico Dibiasi, passato nel frattempo a fare l'allenatore della Nazionale. Ruolo che poi proprio Cagnotto ha ereditato nel 2000 e che alla quinta Olimpiade da c.t. lo ha visto di nuovo sul podio, stavolta però come allenatore di sua figlia Tania.
La storia sportiva di Cagnotto, come quella già raccontata di Dibiasi e degli altri atleti protagonisti negli anni 60 e 70, è stata segnata dalla divisione Est-Ovest, dalla Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica. E proprio al culmine di questo confronto, conseguente all’invasione sovietica dell’Afghanistan, i Paesi del Patto Atlantico decisero di boicottare l’edizione dei Giochi 1980 che era stata assegnata a Mosca. L’Italia prese una posizione netta: il Governo lasciò decidere se andare o no al Coni e agli atleti, ma i gruppi sportivi militari impedirono la partecipazione ai propri. Cagnotto andò e non tornò a mani vuote. ontheblue.it
Vive a Bolzano con la moglie Carmen Casteiner, anch'essa campionessa italiana di tuffi negli anni '70, con la quale ha avuto una figlia, Tania.
È l'unica donna italiana ad aver vinto una medaglia d'oro mondiale nei tuffi, oltre ad essere la tuffatrice europea con il maggior numero di podi in carriera. Alle Olimpiadi di Rio del 2016 si è aggiudicata la medaglia di bronzo dal trampolino di 3 metri e quella d'argento nel trampolino sincro in coppia con Francesca Dallapé.
Il 24 settembre 2016 sposa all'isola d'Elba Stefano Parolin, da cui ha due figlie: la primogenita Maya, nata a Bolzano il 23 gennaio 2018,[25][26] e la secondogenita Lisa, nata nella stessa città il 5 marzo 2021.

mercoledì 27 ottobre 2021

#Lebelleitalie. Il passo di Pampeago ai confini fra le province di Trento e Bolzano

Il passo di Pampeago (Reiterjoch in tedesco), (1.983 m), è un valico alpino fra la selva di Ega e la Cima di Valsorda, ai confini fra le province di Trento e Bolzano, nelle Dolomiti. Mette in comunicazione la val di Fiemme alla val d'Ega. Gli ultimi 2,5 km del versante meridionale sono stati asfaltati nel corso del novembre 2011 per il passaggio del Giro di Italia 2012. Sul versante meridionale si trova l'Alpe di Pampeago, mentre su quello settentrionale la frazione di Obereggen del comune di Nova Ponente. Entrambe le località sono connesse dagli impianti di risalita dello Ski Center Latemar.
Sull’Alpe di Pampeago, fra il rifugio Baita Caserina e il Monte Agnello, si estende il parco d’arte RespirArt. Un percorso di circa tre chilometri permette di ammirare le installazioni artistiche nella natura create da artisti di fama internazionale


Per ammirare un panorama sulla Val di Fiemme si raggiunge la croce del Cornon, passando per il Monte Agnello. www.visitfiemme.it

“RespirArt” è uno dei parchi d’arte più alti al mondo. Si estende a Pampeago lungo un percorso ad anello, fra le quote 2000 e 2200 m. Le sue installazioni artistiche dialogano con i pascoli e le guglie dolomitiche del Latemar, dichiarati Patrimonio Naturale dell’Umanità dall’Unesco. Fra le opere d’arte create da artisti di fama internazionale, quella di Hidetoshi Nagasawa, un vero e proprio gotha dell’arte.
Ogni estate, si affacciano nuove installazioni artistiche, fra concerti ed incontri letterari organizzati nel Teatro all’aperto del Latemar, di fronte a Baita Caserina. Alcune opere sono visibili anche d’inverno ai lati della pista da sci “Agnello” dello Ski Center Latemar.
Il gesto creativo di “lasciare andare” opere d’arte nella natura invita ad affidarsi ai mutamenti e, quindi, alla vita stessa che è continua trasformazione. Gli agenti atmosferici non rovinano le opere, tutt’altro, essi le completano, plasmandole e mutandone i colori. RespirArt invita a rilassarsi nella continua mutevolezza della natura.
Scopriamo le caratteristiche paesaggistiche e altimetriche dei versanti di Tesero (TN) e Ponte Nova (BZ) per affrontare al meglio il passo di Pampeago in bicicletta.
DOVE SI TROVA IL PASSO DI PAMPEAGO
Questo famoso quanto impegnativo passo dolomitico, che va da oggi ad aggiungersi al nostro database dedicato al Trentino in bicicletta, mette in comunicazione Val di Fiemme (provincia di Trento) e Val d’Ega (provincia di Bolzano) si trova nel Trentino Orientale. Lo abbiamo scoperto e percorso per la prima volta durante la Dolomitics24 (edizione del 2019) e da allora ci è rimasto particolarmente impresso per i suoi colori e la bellezza senza tempo del Latemar, formazione rocciosa dolomitica che sovrasta il passo e che potete ammirare in alcune delle foto di questo articolo. Altra caratteristica di questo luogo sono i suoi alpeggi: prati verdissimi a perdita d’occhio, dolci saliscendi alle pendici delle montagne e coloratissimi fiori sono un trittico che colpisce al cuore lo sguardo del visitatore che per la prima volta giunge in cima al passo. cyclinginlove.com

Alamo · Roberto Vecchioni

domenica 17 ottobre 2021

#Lebelleitalie. Marotta in provincia di Pesaro e Urbino

Marotta è una località balneare di 12 525 abitanti  situata nella provincia di Pesaro e Urbino il cui territorio è ripartito in due comuni: Mondolfo e, per una piccola parte, San Costanzo.
L'origine del nome Marotta si fa risalire al latino Mala Rupta o Mauri Rupta. Infatti secondo alcuni storici, a differenza di quanto sostenuto sino ad ora, nel 207 a.C. la battaglia tra Roma e Cartagine durante la seconda guerra punica che vide la sconfitta dell'esercito cartaginese e la morte di Asdrubale Barca, sarebbe stata combattuta nella vallata del Cesano anziché in quella del Metauro.
Il 17 novembre 1917 a seguito di un fortunale affondò a Marina di Montemarciano il pontone armato Cappellini, mentre si arenò a circa 100 m dal lido di Marotta il pontone armato Faà di Bruno della Regia Marina, entrambi destinati in seguito ai fatti di Caporetto alla difesa del porto di Ancona. L'equipaggio del pontone armato Faà di Bruno venne rifornita da undici giovani ragazze del piccolo borgo che, nonostante il mare burrascoso, a bordo di una piccola imbarcazione, lo raggiunsero e sbarcarono alcune damigiane, cibi caldi e cestini di frutta, e a queste cose unirono un biglietto che diceva: "Le spose di Marotta offrono ai marinai d’Italia un bicchiere di vino". Analoga attività venne replicata il giorno seguente.
Il 24 agosto 1919 le undici ragazze, protagoniste dell'eroico episodio vennero decorate con la medaglia di bronzo al merito della Marina, con la seguente motivazione: «Equipaggiarono una imbarcazione e riuscirono coraggiosamente, malgrado il forte vento e il mare grosso, a vincere i frangenti e rifornire di viveri una unità navale da guerra che trovavasi gettata alla spiaggia di Marotta dalla violenza del fortunale».
Gabriele d'Annunzio per ricordare l'eroico gesto avrebbe dettato la citazione per la originaria lapide commemorativa del gesto delle coraggiose giovani eretta nella piazza di Marotta:
«Picene di antiche origini eran già nel mito dell’età primeva ancor prima dell’evento che le vide agli scalmi impavide dominare la tempesta.»
Nel secondo conflitto mondiale, invece, trovandosi alle soglie della Linea Gotica, le azioni di guerra non risparmiarono la popolazione civile e si ebbero numerose vittime. I tedeschi in ritirata fecero saltare ponti, strade, la ferrovia di Marotta e i duelli delle artiglierie nemiche costrinsero la popolazione a nascondersi nei rifugi. 
Fino al 17 luglio 2014, la cittadina di Marotta era suddivisa in tre comuni: i due attuali più Fano. Per questo motivo, Marotta veniva a volte definita come la "Berlino dell'Adriatico" dalla stampa e dai politici locali. Questa sezione riporta i passi principali che hanno portato all'unificazione di Marotta nel comune di Mondolfo.
La prima documentazione disponibile è un cinegiornale dell'Istituto Luce del 15 maggio 1959, in cui viene esposta la "paradossale situazione amministrativa". A quel tempo si voleva ottenere l'autonomia di Marotta in un comune proprio.
«I 4000 di Marotta dipendono così da 3 sindaci, 2 vescovi, 2 direzioni didattiche, 2 dazi, 4 cimiteri. Morire in tutto il mondo è una circostanza fastidiosa, a Marotta è complicatissima»
(Cronaca con l'obbiettivo del 15 maggio 1959) it.wikipedia.org


sabato 16 ottobre 2021

#Lebelleitalie. Il Borgo Medievale di Dozza

Il Borgo Medievale di Dozza, uno dei “Borghi più Belli d’Italia”, si trova a sud di Bologna, a 6 km da Imola ed è posto sul crinale di una collina che domina la valle del fiume Sellustra e scende dolcemente verso la via Emilia.
Il suo centro storico, dalla caratteristica forma a fuso, conserva intatto l’originale tessuto edilizio di stampo medioevale, e la possente Rocca Sforzesca, posta all’apice del paese si armonizza perfettamente con il resto dell’abitato, che segue il tracciato delle antiche mura.
Successivamente trasformata nel signorile Palazzo Malvezzi Campeggi, la maestosa Rocca fu voluta da Caterina Sforza, che la riedificò alla fine del XV secolo sulle precedenti rovine di fortezze bolognesi del 1250 ca. I bolognesi Campeggi la trasformarono da edificio puramente militare in palazzo signorile sul finire del ‘500. La Rocca passò in seguito, per via ereditaria, alla famiglia Malvezzi-Campeggi che vi dimorò fino al 1960.
Da visitare gli appartamenti del piano nobile, il salone, i salottini e le camere da letto, la cucina, le prigioni, le stanze di tortura, i camminamenti sulle torri. Al secondo piano si trovano il Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto e la Collezione Mascellani, mentre i sotterranei ospitano l'Enoteca Regionale dell' Emilia Romagna.
Nel centro storico, al quale danno colore e atmosfera i muri dipinti, meritano inoltre una visita la Chiesa prepositurale di S. Maria Assunta in Piscina, edificata nel XII sec. sui resti di una precedente chiesa romanica - contiene una tavola del 1492 di Marco Palmezzano, il Rivellino, dentro il quale è ricavata la porta settecentesca di accesso al borgo, e la Rocchetta di origini trecentesche. emiliaromagnaturismo.it
Dozza (Dòza in romagnolo) è un comune italiano di 6 629 abitanti della città metropolitana di Bologna in Emilia-Romagna, composto da due paesi: Toscanella (La Tuscanèla in romagnolo, oltre 5 000 abitanti), l'unica frazione, e il capoluogo comunale Dozza (poco più di mille abitanti). Dozza è considerato uno dei più caratteristici borghi medievali dell'Appennino tosco-romagnolo, sia per lo stato di conservazione sia per il paesaggio nel quale è immerso. Il capoluogo è detto anche Dozza Imolese per distinguerlo dalla borgata di Bologna. Fa parte del Nuovo Circondario Imolese.
Il toponimo Dozza deriva dal latino medievale ducia (doccia, docciola, doccione); l'etimologia è quella di "condotto", o canale che conduce acqua. Nei documenti medievali compaiono alternativamente i toponimi Ducia e Dutia. Il nome potrebbe anche essere un riferimento a un antico acquedotto capace di accumulare acqua dal Monte del Re in una cisterna per far fronte ai periodi di siccità.
Lo stemma cittadino presenta in primo piano un grifone rampante, animale araldico, che si disseta con l'acqua che fuoriesce da una conduttura.

"𝗟𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻𝗶𝘀𝗰𝗲": 𝘂𝗻 𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗶𝗼 𝗮𝗹 𝗻𝗼𝗶

Anche per l’anno scolastico 2025/2026, il Parco ha aderito al progetto extrascolastico “La scuola che unisce”, proposto dal Comune di Villet...