domenica 15 maggio 2022

#Primavera2022, IN GIRO PER L'ITALIA. #Giro105 | San Valentino in Abruzzo Citeriore

San Valentino in Abruzzo Citeriore è un grazioso borgo antico situato in provincia di Pescara, posto nel cuore del Parco Nazionale della Maiella. Situata in un punto particolarmente panoramico dove è possibile scorgere tutta la valle del fiume Pescara in direzione dell’Adriatico.
Le origini del borgo sono molto antiche, alcuni studiosi le fanno risalire al periodo Medioevale quando il paese era un noto borgo fortificato, ma sono stati ritrovati anche testimonianze di insediamenti risalenti alla preistoria. Il che la rende una meta perfetta per gli appassionati di storia, arte e archeologia.
Nel paese ci sono stati dei ritrovamenti di importanti siti archeologici in particolare gli insediamenti protostorici nelle Grotte Terrazzo, Grotta Riparo, e Grotta del Buco Maledetto. Tra le varie architetture religiose degne di nota vi sono: il Duomo dei S.S. Valentino e Damiano di impianto settecentesco con doppia torre campanaria. Interessante è anche la Chiesetta di Sant’Antonio (XVII secolo), la quale ha una facciata barocca corredata di campanile a vela. Non può mancare all’appello il Palazzo Farnese. Ciò che affascina del Palazzo Farnese di San Valentino è l’eterogeneità della sua struttura che assume, a seconda del punto di vista dal quale il visitatore la osservi, la veste di castello medievale, cinta fortificata, palazzo nobiliare nonché casa rurale.
San Valentino in Abruzzo Citeriore è molto suggestiva anche da un punto di vista naturalistico. Sono innumerevoli gli itinerari turistici ed i sentieri dove potersi rilassare e godere della vista di panorami mozzafiato. Una parte del territorio comunale è compresa all’interno della Riserva regionale Valle dell’Orta. Un oasi meravigliosa, ricca di flora e fauna dove si possono fare numerose escursioni, passeggiate, ammirando la Cascata della Cisterna o altri ritrovamenti preistorici.
Il paese partecipa alla grande festa di Cantine Aperte, dove si aprono le cantine per assaggiare il buon vino e degustare anche di altri prodotti tipici locali, assistere ad esibizione di diversi gruppi musicali e rievocazioni storiche. Il 9, il 10 e l’11 settembre vengono festeggiati rispettivamente sant’Emidio, san Nicola e i santi Valentino e Damiano con processioni nelle strade cittadine, esibizione di bande e fuochi pirotecnici. yesabruzzo.com
#ascoltando: Continuum · Jonn Serrie 

sabato 14 maggio 2022

#Primavera2022, IN GIRO PER L'ITALIA. #Giro105 | Il Giro d'Italia a Napoli

NAPOLI, 10 MAG - Teatro di storie di grandi campioni, da Girardengo a Binda, da Eddy Merckx - che proprio a Napoli vinse il suo primo Giro d'Italia - a Moser, e di tappe leggendarie, il passaggio della Carovana Rosa nel capoluogo partenopeo non è mai banale.
Napoli è stata presente nelle prime tre edizioni del Giro. La prima volta risale al 1909, quando la carovana giunse a Napoli da Chieti.
Indimenticabile l'arrivo del '68, nell'unica edizione che si è conclusa a Napoli. Trionfatore assoluto del Giro di quell'anno fu Eddy Merckx, vincitore, sotto la pioggia del suo primo Giro d'Italia. 
A Napoli, al termine di una Caserta-Napoli a cronometro, in una Piazza Plebiscito invasa di bici, avrebbe poi vinto Francesco Moser, in maglia rosa, sbrindellando i ciottoli della Doganella, come corresse ancora una 'Roubaix', nel 1979.

Per passare al '96, quando con uno sprint dei suoi SuperMario Cipollini fece suo l'arrivo nel capoluogo partenopeo. 
  • comune.napoli.it - (Mi regalo un Giro a Napoli- Il Natale a maggio) - Va bene così, cinquanta anni dopo la prima partenza del '63, e con la discreta certezza che non ce ne sarà una terza, anagraficamente, da condividere. 
  • Sabato 4 maggio 2013 la città di Napoli ospiterà la Grande Partenza della 96° edizione del Giro d'Italia. Dopo anni di assenza dal capoluogo campano, ritorna il più grande evento ciclistico che la storia e la tradizione sportiva del nostro Paese conoscano. Infatti, è dal lontano 1963 che la Grande Partenza non veniva ospitata nel capoluogo campano. L'ultima volta che la carovana rosa ha toccato la città è stato nel 1996; nell'edizione di quell'anno, la VIII tappa Polla - Napoli con un percorso di 135 chilometri, vide trionfare uno strepitoso Mario Cipollini ed il giorno seguente, quando il gruppo partì alla volta di Fiuggi, primo tra i corridori fu un altro italiano, Enrico Zaina, classificatosi al secondo posto nella classifica finale.comune.napoli.it
Poi una pausa lunga 13 anni quando, nel 2009, Napoli raccolse il testimone dalla vesuviana Ercolano per lanciare i corridori verso il traguardo della ciociara Anagni. 
Sabato 30 maggio 2009 Tappa 20: Napoli - Anagni
  • Napoli, con tutto quello che questa straordinaria città ha rappresentato e rappresenta per storia, cultura, monumenti, tradizioni, paesaggi, ambiente e stile di vita dell’estroversa popolazione, con valenze uniche, internazionali, ritrova il Giro d’Italia del quale è stata un traguardo nella prima edizione. Era la 3^ tappa con partenza da Chieti per 242 chilometri. Una tappa “breve” per gli usi ed i costumi dell’epoca con la vittoria di Giovanni Rossignoli. Poi, a seguire, i vincitori nella città partenopea sono Albini, Belloni, Aymo, Girardengo, Zanaga, ancora Belloni, Girardengo, Binda, Piemontesi, terzo successo di Belloni nel ’29, Di Paco, Mara, Guerra, Loncke, Guerra, ancora Di Paco, Olmo, tris per Guerra così come per Di Paco e siamo nel 1938. Nel 1940 Servadei, Ricci ’45, Coppi ’47, Logli ’48, Biagioni ’49, Brasola ’50. Casola ’51, Van Steenbergen ’52, Milano ’53, ancora Van Steenbergen ’54, Zucconelli ’55, Vito Favero ’57, Poblet ’59. Nel 1963 il Giro parte da Napoli con la vigilia e la prima parte del Giro avvelenati dalle polemiche per la doppia maglia tricolore fra Bruno Mealli e Marino Fontana. Lotta dura, di competenze e poteri, fra la federazione d’allora ed il movimento professionistico. Tutto poi rientrò nel corso del Giro. Basso nel ’66, Guido Reybrouck nella tappa finale del Giro ’68, il primo dei cinque vinti da Merckx, ancora Basso nel ‘69 ed un altro grande velocista, Cipollini nel 1995 per la storia del Giro a Napoli dove la passione ciclistica che si richiama anche a grandi manifestazioni del passato quali il Giro di Campania, la Roma-Napoli-Roma, alla pista dell’Arenaccia è strenuamente sostenuta da un ristretto e competente gruppetto di veri appassionati innamorati del ciclismo e delle sua storia. Altimetria praticamente piatta per la corsa che passa per Pozzuoli ed entra in provincia di Caserta per Castel Volturno, Mondragone – zona di squisite mozzarelle -, Campo Felice e trovare quindi il Lazio, con la provincia di Frosinone. Cassino con la sua storia e l’imponente abbazia benedettina che la domina dal’alto, fu fondata da S. Benedetto da Norcia nel 529 e ricostruita dopo la distruzione subito nel corso del secondo conflitto mondiale, poi Ceprano, Frosinone, capoluogo della Ciociaria sono i centri principali che scandiscono l’avvicinamento ad Anagni, città che ospita per la prima volta la corsa rosa. C’è da percorrere la dolce ascesa che porta dal fondo valle all’abitato che è anche il traguardo finale dopo avere percorso il circuito finale.

L'ultima volta risale al 4 maggio del 2013. Era l'anno delle World Series dell'America's Cup nello specchio d'acqua di Castel dell'Ovo, ma in quell'occasione a volare via come un catamarano spinto dal vento fu il velocista britannico Mark Cavendish, che bruciò sul traguardo l'italiano Elia Viviani e il francese Nacer Bouhanni. ansa.it 
5 Maggio 2013 Ieri a Napoli era l’Italia. Il Giro d’Italia è tornato a partire sullo stivale, è tornato Italia, ancor più che italiano. Il sole, il mare, il caldo delle gente più che del maggio all’ombra (rada) del Vesuvio. Mancavano solo pizza e mandolino, poi lo stereotipo sarebbe stato completo. Quella che poteva essere una stucchevole celebrazione dell’italiano, è invece riuscita perfettamente. Chapeau. Per via Caracciolo, la “salita” di Posilipo, piazza del Plebiscito, in ogni angolo di Napoli nessuno pensava ai mezzi pubblici senza benzina. Nessuno pensava ai problemi che troppo spesso imbrattano la vita e lo sport di queste parti. Qui non se ne parlerà, non per negligenza o altro. Semplicemente non c’è stato niente di tutto questo. La tv ci ha restituito una Napoli incantevole, cornice di una grande festa. Una vetrina che non è scivolata nell’essere uno specchietto per le allodole. Il Giro è questo, tricolore fino al midollo. Sole, mare e gente in spiaggia. Lasciamo alle classiche del Nord il loro freddo, la loro pioggia. Basta Olanda, basta Londra (per citarne due tra le più recenti sedi di partenza). Viva l’Italia e il suo spettacolo naturale. La diretta ci ha restituito una città nascosta dai suoi problemi, dalle sue sofferenze che in tanti, in troppi, non conoscevano. Non poteva esserci avvio migliore, scenario migliore. zonacesariniblog.wordpress.com

venerdì 13 maggio 2022

#Primavera2022, IN GIRO PER L'ITALIA. #Giro105 | Il massiccio del Sirino

Il massiccio del Sirino è un massiccio montuoso della Basilicata che comprende alcune tra le maggiori cime dell'Appennino meridionale (Appennino lucano): Monte Papa (2005 m), Cima De Lorenzo (2004 m), Timpa Scazzariddo (1930 m) e Monte Sirino (1907 m), rappresentando l'estrema propaggine meridionale del Parco nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese.
La denominazione del massiccio prende il nome dalla vetta principale, che è superata in altezza solamente dal monte Papa.Il nome Sirino deriva a sua volta dal nome antico del fiume che vi nasce, Siris, l'attuale Sinni, la cui radice sanscrita sar significa scorrere, fluire. Alla foce del fiume, collegata al mar Ionio nel tratto costiero tra Policoro e Rotondella, anticamente era situata la città di Siris. Quando, nel V secolo a.C., fu vinta e distrutta dai tarantini, gli abitanti furono spinti nell'entroterra in direzione dell'alta valle del fiume, costituendo quei popoli sirini menzionati da Plinio che diedero poi il nome alla montagna.
Dall'aspetto imponente, ma compatto, il gruppo montuoso è situato a ridosso del mar Tirreno dominando il Golfo di Policastro, nella parte sud occidentale della regione Basilicata (comuni di Lagonegro e Lauria) e sovrasta le valli solcate dai fiumi Noce, Sinni ed Agri.
Dalle sue vaste e spoglie praterie di vetta, lo sguardo spazia verso il le guglie irte e selvose dei monti La Spina e Zaccana, l'imponente acrocoro del Pollino, il vasto ed immacolato bosco Magnano, i ripidi contrafforti del monte Alpi e del Raparo.
Particolarmente ricche si presentano la flora e la fauna. Al di sopra dei 900 m fitti boschi di faggio si alternano a quelli di ontano (con le caratteristiche foglie cuoriformi), carpino, pioppo ed abete bianco; al di sotto di tale quota è l'habitat della quercia e del castagno.
Tra le specie animali in via d'estinzione è segnalata la presenza del lupo appenninico e del capriolo; tra i volatili, quella del gufo reale, dell'aquila reale, del falco pellegrino e del nibbio, con le due specie, bruno e reale. Piuttosto comuni sono i colombacci, le ghiandaie, i picchi rossi maggiori e i picchi verdi, le cornacchie grigie e i corvi imperiali. 
Il Sirino è stato più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia
#ascoltando:  Duet · Ed Gerhard


giovedì 12 maggio 2022

#Primavera2022, IN GIRO PER L'ITALIA. #Giro105 | Nocera Terinese

Nocera Terinese comune italiano di 4 733 abitanti della provincia di Catanzaro in Calabria.
Varie e molteplici sono le ipotesi circa l’etimologia della denominazione del centro abitato, a partire da una di chiara impronta fitonimica (con evidente allusione alla notevole presenza di noceti nell’ambito del suo territorio), sino ad altre di svariata natura. Secondo un’opinione fortemente probabile e molto seguita (Cfr. Michele Manfredi-Gigliotti, Terenewn, Memorie storiche sull’antica città di Terina, Editrice Pungitopo, 1984), il centro antropizzato, posto anch’esso tra due fiumi (Grande e Rivale, così come lo era stata l’antica Terina), assunse il nome di Nocera a seguito della distruzione, ad opera dei Saraceni, all’incirca intorno all’anno mille, della colonia crotoniate di Terina, dalla quale ultima proveniva la maggior parte dell’elemento antropico fondatore, scampato al massacro. L’etimo proviene dalla lingua greca ed è composto da neos (nuovo/a) e kairos (casa/abitazione). Anche l’etimo della colonia greca distrutta dai legni barbarici che infestavano il Mediterraneo, affondava le radici nella lingua greca: Terina, in origine (in onore della sirena- detta Tereina [ la Tenera] oppure Ligeia [la Canora, la Melodiosa] il cui corpo era stato dal mare Tirreno spiaggiato in un punto sottostante il pianoro di Terina e al quale i Terinei avevano dato pietosa sepoltura) e, in successione cronologica, la denominazione onomastica era mutata in Tereneon-Terenon (dal verbo tereo=custodire, proteggere e, quindi, dal sostantivo teros= rifugio, asilo, porto) e neon (da naus=navi: asilo delle navi). In ricordo della affermata sicurezza del porto della scomparsa città magnogreca, per una lunga soluzione temporale e all’origine della sua fondazione, Nocera si chiamò Nocera della Pietra della Nave. Tuttora, nell’ambito della circoscrizione amministrativa del Comune, esiste annotato il toponimo Pietra della Nave proveniente, almeno, dal 1240, in quanto contenuto in un privilegium di Federico II, emesso in pari data, nel quale si fa esplicito riferimento alla Terra Noceriae con praedicto Portu Maris, qui dicitur Navis de Arata (Arata [da Ares=Marte] è, in modo pacifico, l’attributo del fiume Ocinaro (Okinaros) che bagnava, e bagna tuttora (ribattezzato Savuto), il pianoro su cui sorgeva Terina, la cui denominazione ancora oggi è Piano di Terina). 
È necessario precisare, a proposito di tale toponomastica, che non vi è autore che riporti la denominazione in modo corretto, così che il Piano di Terina è diventato, via via, Piano della Tirena (Orsi), Piano della Tirrena (Topa), Piano di Tirina (Ciaceri). Tali denominazioni altro non sono che deformazioni toponomastiche, le quali non significano proprio niente. L’errore deriva da una cattiva ed errata traduzione dal dialetto nocerese dal quale il luogo è indicato come “ ‘u Chianu ‘e Tirene”, la cui traduzione italiana corretta (tenendo conto che “Tirene” rappresenta una forma ipocoristica di natura demotica di “Terina”) è Il Piano di Terina. Può anche comprendersi che tale lectio possa dare fastidio a tutti coloro che, pur non sussistendo alcuna prova in proposito, propongono, tuttavia, il sito lametino come quello dell’ubicazione della antica colonia crotoniate, non possiamo esimerci dall’affermare che la Storia è proprio questa che abbiamo esposto e che la Sovrintendenza ai beni culturali e archeologici per la Calabria continua ad ignorare non avendo giammai incluso, in tutti suoi programmi di scavi archeologici, il Piano preferendo, con ogni evidenza, la Piana. wikipedia.org

Nocera Scalo fa parte del comune di Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro, nella regione Calabria. La frazione o località di Nocera Scalo dista 4,17 chilometri dal medesimo comune di Nocera Terinese di cui essa fa parte.

#ascoltando:  No More My Lawd · Ollabelle
.

lunedì 9 maggio 2022

#Primavera2022, IN GIRO PER L'ITALIA. #Giro105 | Biancavilla | Ganzirri

Biancavilla è un comune italiano di 22 822 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.
Il comune è situato alle falde dell'Etna, a 513 metri sul livello del mare, a nord-ovest della città di Catania, su un lastrone magmatico che strapiomba sulla valle del Simeto a meno di 4 km in linea d'aria dal fiume.
È un comune appartenente al Parco dell'Etna ed è adiacente a quello dei Nebrodi. In giornate terse il panorama permette di distinguere le colline dell'alto Calatino.
Grazie all'abbondante presenza di sorgenti naturali e di grotte laviche, il territorio di Biancavilla fu abitato sin dal paleolitico superiore, dai Sicani prima, e dai Siculi dopo, come testimoniato dai reperti conservati presso il museo civico di Adrano[5] ritrovati in diversi siti archeologici esistenti anche all'interno dell'attuale centro abitato, ma fu successivamente abbandonato.
Nel territorio di Biancavilla, insieme a quelli di Adrano e Paternò, sono stati rinvenuti insediamenti della cultura di Castelluccio, risalenti all'età del bronzo antico.
Gli insediamenti castellucciani etnei presentano delle peculiarità rispetto ai più estesi siti del territorio sud-orientale dell'isola. La prima differenza sostanziale riguarda il tipo di sepolcri, come notò l'archeologo Bernabò Brea:
«Le lave dell'Etna, troppo dure per poter essere scavate, rendevano infatti impossibile l'adozione del tipo della tomba a grotticella artificiale, comune a tutte le altre zone della Sicilia. [...] Molto frequentemente si utilizzarono come ossari le grotte di scorrimento lavico che non sono rare sui fianchi del vulcano. [...] A Biancavilla entro una grotta di questo tipo di grandi dimensioni troviamo una vera necropoli di tombe a fossa ovale, circondate da muretti in pietrame a secco.»
(Luigi Bernabò Brea, La Sicilia prima dei Greci.)
Altra caratteristica distintiva della civiltà castellucciana etnea riguarda i tipi delle ceramiche. Sono state rinvenute infatti delle "anforette biansate a profilo accentuatamente carenato con una leggera decorazione ad angoli e tazze-attingitorio carenate" .
Nel territorio di Biancavilla sono state esplorate le seguenti grotte: Origlio I e II, Filiciosa, Pozzillo, Argentieri, Spartiviali, Via Scutari. Diversi reperti archeologici emersi dagli scavi, sono oggi esposti nel Museo Comunale di Adrano.
L'economia si basa principalmente sull'agricoltura; in particolare si producono ficodindia dell'Etna (ficurinnia) specialmente fioroni ottenuti da una seconda fioritura, sino agli anni settanta da mandorle dolci, le olive con la DOP Nocellara dell'Etna, le pregiate arance rosse, tarocchi e prodotti ortofrutticoli di notevole qualità. Ottima la produzione nel territorio di uve e vini da tavola come il pregiato Etna Rosso. La trasformazione dei prodotti avviene nei Palmenti e frantoi oleari del territorio a dare Olio d'oliva di qualità. wikipedia.org

#ascoltando:  Scisma – L'Innocenza

Ganzirri è una frazione di Messina, situata 13 km a nord-est dal centro città.
Nel comprensorio di Ganzirri si trova il lago, detto Lago Grande o Pantano Grande (il Lago di Ganzirri) adiacente e collegato al Lago Piccolo o Pantano Piccolo (il Lago di Torre Faro) tramite il canale dei Margi. Il lago di Ganzirri è inoltre collegato direttamente con il Mare Ionio, mentre quello di Torre Faro con il Mar Tirreno. Rinomati in tutta la Sicilia sia per la tradizionale attività di molluschicultura sia come frequentata zona di villeggiatura dello Stretto, da qualche anno il lago di Ganzirri è stato inserito nell'area de la Riserva Naturale Orientata della Laguna di Capo Peloro (il cui nome deriva dalla sua posizione a ridosso dei monti Peloritani) istituita dalla regione il 21 giugno 2001 e che copre una superficie di 68,12 ettari a terra. Conseguentemente l'attività di molluschicultura è cessata.
Ganzirri con i caratteristici vicoli stretti e con le case basse, conserva la struttura tipica di un borgo marinaro. Insieme a Torre Faro, forma la punta nord orientale della Sicilia che è la zona più vicina alla Calabria. La distanza da una riva all'altro dello Stretto di Messina è di soli 3,1 km (circa 2 miglia).
Dal vocabolo arabo khanzir, che indica in generale i suini e che può identificare ed essere utilizzato sia per il maiale che per il cinghiale. Il termine farebbe riferimento ad "una località ove abbondano i maiali o i cinghiali allo stato brado", una "porcilaia". In realtà si tratterebbe di una "cinghialaia", vista la prolificità storica di tale animale nel circondario peloritano. Dagli arabi questo territorio sarebbe stato chiamato Ghadir-al-Khanziri, cioè il "Pantano dei Cinghiali". La parola ghadir significa appunto "stagno", "palude", un'area dove l'acqua piovana si raccoglie a formare dei laghi acquitrinosi poco profondi.

La voce attuale deriva dalla corruzione dialettale dell'aggettivo al-Khanziri ("del Cinghiale"), a sottolineare quanto questo animale fosse particolarmente diffuso e facilmente avvistabile. Il toponimo probabilmente ha risentito della fusione sia del vocabolo ghadir che di khanziri, generando per agglutinazione la variante ghanziri, subito adottata dalla popolazione locale. wikipedia.org
#ascoltando:  Moltheni - Il circuito affascinante

domenica 8 maggio 2022

#Lebelleitalie #sport - Volleyball Nations League 2022

I commissari tecnici delle nazionali italiane Davide Mazzanti e Ferdinando De Giorgi hanno comunicato le liste delle 25 atlete e atleti che saranno utilizzabili per Volleyball Nations League 2022. Per ogni tappa i CT potranno scegliere 14 giocatrici e giocatori. Il nuovo format del torneo si articolerà in tre settimane di gioco, durante le quali ogni nazionale disputerà 4 partite, per un totale di 12. 

Nella prima settimana le azzurre campionesse d’Europa saranno impegnate ad Ankara (31 maggio - 5 giugno), per poi scendere in campo a Brasilia (dal 14 al 19 giugno) e nell’ultima tappa a Sofia (28 giugno - 3 luglio). 

Per quanto riguarda gli uomini, questi esordiranno a Ottawa (8-12 giugno) per poi volare a Quezon City (22-26 giugno); ultima tappa della fase intercontinentale a Danzica (5-10 luglio).

Di seguito gli elenchi

Nazionale Femminile
Alzatrici: Alessia Orro, Ofelia Malinov, Ilaria Battistoni, Francesca Bosio.
Centrali: Cristina Chirichella, Anna Danesi, Marina Lubian, Sara Bonifacio, Federica Squarcini, Alessia Mazzaro.
Libero: Monica De Gennaro, Eleonora Fersino, Sara Panetoni.
Schiacciatrici: Alessia Gennari, Caterina Bosetti, Miriam Sylla, Elena Pietrini, Anastasia Guerra, Sofia D'Odorico, Alice Degradi, Terry Enweonwu, Elena Perinelli, Loveth Omoruyi.
Opposti: Paola Egonu, Sylvia Nwakalor.

Queste le dichiarazioni del CT campione d’Europa Davide Mazzanti: "Questa lista è basata sulle giocatrici che sono state protagoniste nelle stagioni precedenti e su chi si è maggiormente messa in mostra nell'ultimo campionato. Mettendo insieme queste due cose è venuto fuori il gruppo. Dentro le 25 ci sono atlete che oltre alla Volleyball Nations League disputeranno anche i Giochi del Mediterraneo. Quest'anno il torneo presenta un nuovo format e secondo me la difficoltà maggiore è organizzare la settimana dove non si gioca, trovando la sede d'allenamento migliore soprattutto in base alla tappa successiva. Noi per fortuna riusciremo sempre a tornare in Italia per allenarci, mentre sarebbe stato più complicato se avessimo dovuto rimanere all'estero. In generale, comunque, penso che la VNL rimanga una competizione molto competitiva e il fatto che il ranking mondiale sia diventato determinante anche per la qualificazione olimpica, rende necessario cercare di mettere in campo sempre la formazione più competitiva. Faremo attenzione alla condizione fisica delle ragazze, però, è chiaro che ogni tappa andrà affrontata al massimo, con l’obiettivo di qualificarsi alla Final 8 di Ankara".    

 IL CALENDARIO DELLE AZZURRE (orari di gioco italiani)

Week 1 (Ankara, Turchia)
31 maggio: Turchia-Italia ore 17.30
2 giugno: Belgio-Italia ore 18
3 giugno: Olanda-Italia ore 15
4 giugno: Cina-Italia ore 15

Week 2 (Brasilia, Brasile)
15 giugno: Serbia-Italia ore 02.00
16 giugno: Italia-Repubblica Dominicana ore 23
17 giugno: Germania-Italia ore 20
18 giugno: Italia-Brasile ore 20

Week 3 (Sofia, Bulgaria)
29 giugno: Italia-Polonia ore 19
1° luglio: Italia-Corea del Sud ore 15.30
2 luglio: Italia-Bulgaria ore 19
3° luglio: Thailandia-Italia ore 15.30

Quarti di finale (Ankara)
13-14 luglio

Semifinali (Ankara)
16 luglio

Finali (Ankara)
17 luglio
 

 Nazionale Maschile

Alzatori: Simone Giannelli, Riccardo Sbertoli, Paolo Porro, Marco Falaschi
Centrali: Gianluca Galassi, Simone Anzani, Lorenzo Cortesia, Fabio Ricci, Marco Vitelli, Roberto Russo, Leandro Mosca.
Libero: Fabio Balaso, Leonardo Scanferla, Alessandro Piccinelli
Schiacciatori: Daniele Lavia, Alessandro Michieletto, Mattia Bottolo, Francesco Recine, Oreste Cavuto, Davide Gardini, Fabrizio Gironi
Opposti: Giulio Pinali, Yuri Romanò, Ivan Zaytsev, Tommaso Stefani

Il commento del CT Ferdinando De Giorgi: “Le scelte fatte per questa Volleyball Nations League rientrano in un progetto lavorativo di squadra più ampio che comprende i Giochi del Mediterraneo e l’attività della Nazionale Under 22. Questo mi permetterà di osservare e tenere sott’occhio un numero di atleti allargato che saranno tutti eleggibili e candidabili durante la lunga estate. Naturalmente le scelte fatte sono in continuità con il percorso intrapreso lo scorso anno; con questo intendo dire che tutti dovranno essere attivamente coinvolti; il concetto di partecipazione attiva è fondamentale. Ognuno di loro dovrà dimostrare voglia di migliorare, senso di appartenenza ai valori della maglia azzurra e voglia di sacrificarsi per i compagni. Il nostro è un percorso sia tecnico sia valoriale; sono le due facce della stessa medaglia. Al termine della prima parte della stagione trarrò le prime conclusioni utili e propedeutiche alla preparazione dei Campionati del Mondo.”

 IL CALENDARIO DEGLI AZZURRI (orari di gioco italiani)

Week 1 (Ottawa, Canada)
8 giugno: Francia-Italia ore 01.30
9 giugno: Polonia-Italia ore 01.30
11 giugno: Canada-Italia ore 01.00
12 giugno: Argentina-Italia ore 20

Week 2 (Quezon City, Filippine)
22 giugno: Germania-Italia ore 13
24 giugno: Giappone-Italia ore 13
25 giugno: Italia-Slovenia ore 13
26 giugno: Italia-Cina ore 13

Week 3 (Danzica, Polonia)
5 luglio: Bulgaria-Italia ore 17
7 luglio: Italia-Iran ore 14
8 luglio: Italia-Serbia ore 20
10 luglio: Italia-Olanda ore 17

Quarti di finale (Casalecchio di Reno, Bologna)
20-21 luglio

Semifinali (Casalecchio di Reno, Bologna)
23 luglio

Finali (Casalecchio di Reno, Bologna)
24 luglio

venerdì 6 maggio 2022

i...Storie │Il 7 maggio 1922 nasceva Raimondo Vianello. (1968) il ciclista - (1977) la satira sportiva

 Il 7 maggio 1922 nasceva Raimondo Vianello, uno dei personaggi più amati del piccolo schermo. Attore, conduttore e sceneggiatore, ha saputo spaziare dalla televisione al cinema al teatro, creando sodalizi artistici di successo, come quello con la moglie Sandra Mondaini.
 
4 giugno 1955: Giro a Segno con Tognazzi e Vianello Ogni sera alle 21.00 sul Canale Nazionale (Rai1) Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello propongono Giro a Segno, un appuntamento in cui commentare e scherzare a seguito del Giro d’Italia 1956. I testi sono di Vianello, Tognazzi e Italo Terzoli, le musiche di Cosimo Di Ceglie. Negli archivi Rai non vi è purtroppo nessuna traccia della trasmissione. Curiosità: il Giro d’Italia del 56 fu quello della bufera di neve sul Bondone, con corridori semiassiderati, e con Vianello e Tognazzi che, seguendo la tappa in moto, fecero la spola per prestare soccorso a chi aveva problemi. Di seguito in ricordo di Raimondo Vianello legato a Giro a Segno.
"Partimmo da piazza Duomo a Milano su questo pulmino, e tutti ci dissero: “Come parte la carovana, voi scattate subito avanti, sennò vi trovate in mezzo al plotone, i ciclisti si mettono dietro di voi per farsi tirare, e vi trovate in un impiccio che non finisce più”. Facemmo come ci era stato detto, ma partimmo male. Il pulmino era in rodaggio, e per quanto l’autista ci desse dentro dopo un po’ avevamo i corridori in fuga che ci succhiavano le ruote, con i direttori di corsa che s’infuriavano: “Levatevi di mezzo!” gridavano, fischiavano… Così, arrivavamo che non avevamo visto niente. Dovevamo trasmettere entro un dato raggio dal traguardo, perché il ponte radio copriva un’area molto più limitata di quelli in uso oggi… per cui, se l’arrivo era lungo un vialone, facevamo la trasmissione dal distributore più vicino."
Giro d'Italia 1967. Sulla macchina RAI Raimondo Vianello (1922-2010), Sandro Ciotti (1928-2003) e Sergio Zavoli (1923)

giovedì 28 aprile 2022

I finalisti di Musicultura 2022 - Recanati il 3 e 4 maggio, diretta su Rai Radio 1

Gli artisti e le artiste che compongono la rosa dei finalisti saranno protagonisti di un’intensa due-giorni, il 3 e 4 maggio a Recanati. Il programma prevede due concerti serali al Teatro Persiani, con la partecipazione di Enrico Ruggeri, Amara e Simone Cristicchi.
Il programma delle serate
3 MAGGIO
con Simone Cristicchi e Amara
  • caspio – 
  • Emit – 
  • iosonorama – 
  • Cassandra Raffaele – 
  • Valeria Sturba – 
  • Valerio Lysander – 
  • Martina Vinci – 
  • Y0 – 
  • Yosh Whale

4 MAGGIO
con Enrico Ruggeri
  • Isotta – 
  • Kamahatma – 
  • Malvax – 
  • Sandri – 
  • Sara Loreni – 
  • Sofia Rollo – 
  • Te quiero Euridice – 
  • THEMORBELLI – 
  • Vito
La diretta su Rai Radio1
Rai Radio 1, la radio ufficiale di Musicultura, trasmetterà integralmente le due serate in diretta a partire dalle 21.05, con John Vignola, Marcella Sullo e Duccio Pasqua alla conduzione. www.musicultura.it

Le canzoni finaliste
  • caspio (Trieste) – domani!
  • Emit (Lodi) – Vino
  • iosonorama (Napoli) – Zero Volume (Partenope)
  • Isotta (Siena) – Palla avvelenata
  • Kamahatma (Trecate NO) – Saletta fumo
  • Malvax (Modena) – Esci col cane
  • Cassandra Raffaele (Vittoria RG) – La mia anarchia ama te
  • Sandri (Cesena) – Bar Legni
  • Sara Loreni (Parma) – Amanda
  • Sofia Rollo (Lecce) – Da sola
  • Te quiero Euridice (Piacenza) – Mandorle
  • THEMORBELLI (Alessandria) – Il Giardino dei Finzi Contini
  • Valeria Sturba (Bologna) – Antiamore
  • Valerio Lysander ( Roma) – Sandali
  • Martina Vinci (Genova) – cielo di Londra
  • Vito (Palermo) – Quanto costa l’amore
  • Y0 (Ravenna) – TRAPsodia POPolare
  • Yosh Whale (Salerno) – Inutile

sabato 23 aprile 2022

27 aprile - 7 maggio 2022, Nonantola Film Festival

Otto serate ad ingresso gratuito all’insegna del cinema d’autore e di qualità, lo schermo come specchio dei tempi in cui viviamo; una rassegna serale con otto film (sei girati da registe) italiani e stranieri, di cui due opere prime, e due opere seconde vincitrici della Mostra di Venezia e del Festival di Cannes 2021; tre registe, due modenesi e una egiziana, un regista, un’attrice e un produttore accompagneranno i loro film in sala, mentre un critico cinematografico racconterà agli spettatori l’esordio di Pasolini dietro la macchina da presa dopo la proiezione di ‘Accattone’ in versione restaurata. Sono tra i numeri della 16/a edizione del Nonantola Film Festival, che dopo due anni di stop alle rassegne in presenza a causa della pandemia si svolgerà dal 27 aprile al 7 maggio a Nonantola (Modena). In programma anche due film per i più piccini, i cortometraggi vincitori della gara ‘4 Giorni Corti+2’ e la proiezione dei corti premiati al festival ‘CineDanza’ 2021. Ed ancora, una mostra con 55 opere di pittura, scultura e fotografia, “L’arte nel cinema”, nel foyer della Sala Cinema Massimo Troisi. www.nonantolafilmfestival.it
In linea con la mission che Nonantola Film Festival porta avanti da sei anni, vengono presentate agli spettatori opere che poca o nulla visibilità hanno avuto nelle sale, “non per scarsa qualità, ma per logiche di distribuzione cinematografica miopi e interessate soltanto al guadagno immediato”.
  • Mercoledì 27 aprile Nonantola - ore 20.30
    QUO VADIS, AIDA? di Jasmila Žbanić
    Ambientato nel 1995, durante le guerre di dissoluzione della Jugoslavia, quando l'esercito serbo attacca la città bosniaca di Srebrenica.

    Giovedì 28 aprile Nonantola - ore 20.30
    LA SCELTA DI ANNE - L'ÉVÉNEMENT (L'Événement) di Audrey Diwan
    Leone d’oro al miglior film a Venezia 2021 che tratta il delicato tema dell’aborto.

    Venerdì 29 aprile Nonantola - ore 20.30
    TITANE di Julia Ducournau
    Palma d’oro al miglior film a Cannes 2021. La problematica vita di Alexia, serial killer con una placca di titanio conficcata nel cranio a causa di un incidente passato.

    Sabato 30 aprile Nonantola - ore 16 CINEKIDS tre appuntamenti
    VOCE e VISIONE un film fai-da-te di Marco ‘MarContasatorie’ Bertarini
    IL GRUFFALÒ di Max Lang e Jakob Schuh
    IL GRUFFALÒ E LA SUA PICCOLINA di Uwe Heidschötter e Johannes Weiland
    Marco Bertarini da vivo racconta storie per chi ha desiderio di ascoltare&immaginare. A seguire, dai libri cult del mostro più amato dai bambini, due incantevoli film di animazione.

    Sabato 30 aprile Nonantola - ore 20.30
    I HAD A DREAM – AVEVO UN SOGNO di Claudia Tosi
    Il film esplora l’Italia, negli ultimi 10 anni, attraverso l’azione politica e la vita quotidiana di due donne molto combattive.

    Domenica 1 maggio Nonantola - ore 20.30
    IL PINGUINO DI CARTA E ALTRE STORIE di Valentina Arena

    Nel 2018 la regista ha attivato un percorso di arte partecipata a Modena, attraverso il quale ha coinvolto un gruppo eterogeneo di persone in un esperimento di scrittura filmica collettiva.

    Lunedì 2 maggio Nonantola - ore 20.30
    LA GUERRA A CUBA opera prima di Renato Giugliano
    Barricato nella torre del campanile, qualcuno spara sulla folla nel giorno della festa patronale di un paesino in Valsamoggia.

    Martedì 3 maggio Nonantola - ore 20.30
    ACCATTONE di Pier Paolo Pasolini
    'Accattone' è il soprannome di un ragazzo nullafacente che vive in una borgata romana sfruttando una prostituta, Maddalena. Una drammatica storia d’amore In occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini

    Sabato 7 maggio Nonantola - ore 21.30
    ON THE FENCE di Nesrine Lotfy El-Zayat
    La regista si muove tra la casa paterna e la paura per l’approvazione della madre filmando un documentario che riporta ricordi speciali perduti. Prima della proiezione, saranno proclamati e premiati i vincitori dei concorsi di pittura, scultura e fotografia “L’Arte nel Cinema” organizzati dall’Associazione Nonantolarte e PhotoNonantolarte in collaborazione con Nonantola Film Festival APS. A seguire, saranno proiettati i corti vincitori della gara “4 Giorni Corti” del Nonantola Film Festival 2022 e – in collaborazione con Drama Teatro - i corti vincitori di “Cine Danza” 2021

  • ‘Quo vadis, Aida?’, 𝘕𝘦𝘭 1995, 𝘥𝘶𝘳𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘨𝘶𝘦𝘳𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘥𝘪𝘴𝘴𝘰𝘭𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘑𝘶𝘨𝘰𝘴𝘭𝘢𝘷𝘪𝘢, 𝘭'𝘦𝘴𝘦𝘳𝘤𝘪𝘵𝘰 𝘴𝘦𝘳𝘣𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘯𝘥𝘦 𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵à 𝘣𝘰𝘴𝘯𝘪𝘢𝘤𝘢 𝘥𝘪 𝘚𝘳𝘦𝘣𝘳𝘦𝘯𝘪𝘤𝘢, 𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘈𝘪𝘥𝘢, 𝘶𝘯𝘢 𝘵𝘳𝘢𝘥𝘶𝘵𝘵𝘳𝘪𝘤𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘖𝘕𝘜, 𝘴𝘪 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢 𝘤𝘰𝘭 𝘮𝘢𝘳𝘪𝘵𝘰 𝘦 𝘪 𝘴𝘶𝘰𝘪 𝘥𝘶𝘦 𝘧𝘪𝘨𝘭𝘪. 𝘈𝘪𝘥𝘢 𝘳𝘪𝘵𝘪𝘦𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘢𝘭 𝘴𝘪𝘤𝘶𝘳𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘣𝘢𝘴𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘖𝘕𝘜 𝘪𝘯 𝘤𝘶𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢, 𝘮𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘴𝘦𝘳𝘣𝘪 𝘴𝘶𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘪𝘮𝘦𝘵𝘳𝘰, 𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘪𝘭 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘵𝘰 𝘳𝘪𝘧𝘶𝘨𝘪𝘰 𝘤𝘦𝘯𝘵𝘪𝘯𝘢𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢𝘥𝘪𝘯𝘪 𝘥'𝘦𝘵𝘯𝘪𝘢 𝘣𝘰𝘴𝘨𝘯𝘢𝘤𝘤𝘢, 𝘤𝘰𝘮𝘪𝘯𝘤𝘪𝘢 𝘢 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘯𝘴𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢𝘳𝘴𝘪, 𝘥𝘦𝘷𝘦 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘢𝘭𝘷𝘢𝘳𝘦 𝘴é 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘢 𝘦 𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘢 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘥𝘢𝘭 𝘮𝘢𝘴𝘴𝘢𝘤𝘳𝘰 𝘪𝘮𝘮𝘪𝘯𝘦𝘯𝘵𝘦.
  • ‘La scelta di Anne’, 
  • ‘Titane’, 
  • ‘Il Gruffalò’,
  • ‘I had a dream’, 
  • ‘Il pinguino di carta e altre storie’, 
  • ‘La guerra a Cuba’ e 
  • ‘On the fence’. 
  • Tra gli ospiti, le autrici Valentina Arena e Claudia Tosi e l’attrice Stefania Delia Carnevali, tutte modenesi, il regista Roberto Giugliano, lo sceneggiatore Mario Mucciarelli, il critico cinematografico Roberto Chiesi, la regista egiziana Nesrine Lotfy El-Zayat e il produttore Luigi Veneziani.

sabato 2 aprile 2022

World Cup di Ginnastica Artistica maschile Baku 2022: Salvatore Maresca trionfa agli anelli



L'inno di Mameli risuona alla Milli Gimnastika Arena di Baku, in Azerbaijan, quando Salvatore Maresca sale sul gradino più alto del podio. L’azzurro ha vinto la medaglia d'oro nella finale di specialità agli anelli, alla World Cup di Ginnastica Artistica maschile 2022. L'agente delle Fiamme Oro, medaglia di bronzo ai mondiali 2021 nella stessa specialità, ha concluso la gara con il punteggio di 14.800, il migliore di giornata e uguale a quello già ottenuto in qualifica, battendo il campione turco Ibrahim Colak, finito sulla piazza d'onore a distanza di pochi centesimi e l'azero Nikita Simonov, che chiude il podio di casa.
“Ho un solo compito adesso, solo uno per il mio fratellino Nicolò, e ce la metterò tutta”, aveva scritto ieri sera sul proprio profilo Instagram, alla vigilia della finale, l'atleta cresciuto alla Ginnastica Salerno e allenato da Marcello Barbieri, al suo fianco in campo gara. La dedica di questo successo, che arriva dopo il bronzo conquistato nella precedente tappa di Coppa del Mondo a Il Cairo, è per il ginnasta della Nazionale azzurra dei grandi attrezzi, Nicolò Mozzato, che purtroppo ieri si è infortunato durante le qualifiche al volteggio ed è stato costretto a tornare subito in Italia insieme al suo tecnico Gianmatteo Centazzo.
“Ovviamente sono stracontento. Io oggi dovevo vincere perché ho fatto una promessa a Nicolò prima che tornasse in Italia dopo che, purtroppo, è stato vittima di un bruttissimo infortunio. Oggi per me era il minimo dare il massimo per portare a casa questa medaglia. E’ come se avesse vinto lui, quindi quest’oro è dedicato tutto a lui e spero veramente che si riprenda presto perché ho tantissima voglia di gareggiare insieme e ovviamente non aspetto altro che vedere una competizione in cui sarà lui a salire sul podio facendo riecheggiare nell’arena il nostro inno nazionale”.

#Lebelleitalie, #sportivamente | Ottobre 2026

C.N.Posillipo – Voliuagmeni 11-8 Porzio : “Contento per i giocatori e per il club” C.N.Posillipo – Voliuagmeni 11-8 (4-2;2-4;3-0,2-2)  -   C...